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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Una fede curiosa, una fede fatta di domande !

Valentina racconta la sue esperienza di catechista del gruppo Cresimandi 2016


Una fede curiosa, una fede fatta di domande !

Valentina: bionda, occhi azzurri, 1,65 di ragazza, corporatura media.

Di ragazze così ne esistono tante ma forse il tratto che mi contraddistingue rispetto le altre è che io, sono un Educatrice.

Oggi dopo tre anni di esperienze posso sentirmi così: ho accettato di diventare educatrice quando ho scritto il mio nome in un cartellone che come titolo aveva, scritto a caratteri cubitali di colore blu, vuoi diventare educatrice ? Li, ho detto il mio Si .

Essere un educatrice in parrocchia significa essere una guida, un punto di riferimento. Significa esserci per i ragazzi in ogni momento della tua e della loro vita. L'educatrice non é tale soltanto un ora a settimana, durante l'incontro, ma lo é tutti i giorni. Significa Esserlo, esserci sempre.

Tutti possono diventare educatori, basta prima di tutto credere in Gesù, in se stessi e negli altri.

Il mio gruppo educatori é unito, è forte, è fantastico. Forse, siamo anche troppo bravi, riusciamo ad avere una grande intesa in qualsiasi occasione. Passiamo momenti brutti, momenti in cui non riesci a capire chi hai di fronte, ma è li che si vede quanto un gruppo sia veramente Gruppo, quando si sta insieme e ci si rafforza talmente tanto da fidarsi ciecamente degli altri.

Nel momento in cui trasmetti la tua voglia di metterti in gioco ai tuoi ragazzi puoi sentire di avere fatto di tutto per loro. Ovviamente il collante è Gesù, non dico di avere un fede cieca e sicura, ma una fede curiosa, una fede fatta di domande.

Grazie anche ai genitori che mi hanno e ci hanno affidato i loro figli, che ci riempiono di complimenti e ci regalano forti emozioni.

Un consiglio per tutti? Siate voi stessi e fate tutto quello che vi sembra giusto per voi e per i vostri ragazzi seguendo sempre la parola di Gesù !



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