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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Un quotidiano donarsi senza riserve

Omelia di mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia


Un quotidiano donarsi senza riserve

articolo a cura di Redazione
tratto da zenit.it del 07/2017

I nonni danno “viva testimonianza di premura, di sacrificio e di un quotidiano donarsi senza riserve”. Lo ha dichiarato il prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Gänswein, nell’omelia della Messa celebrata ieri, mercoledì 26 luglio 2017, nella chiesa di Santa Caterina della Rota, sede dell’arciconfraternita vaticana di Sant’Anna de’ parafrenieri, in occasione della festa della loro santa patrona. Lo riferisce il quotidiano “Osservatore Romano” nella sua edizione di giovedì 27 luglio 2017.

I nonni, ha proseguito il segretario particolare di Benedetto XVI, sono “testimoni di una storia personale e comunitaria che continua a vivere nei loro ricordi e nella loro saggezza”.

Purtroppo, ha osservato il presule, la parola “vecchi” è spesso sinonimo di peso e di improduttività. Gli anziani sono “troppo costosi per le casse pubbliche” e sono “quasi tutti vittime inermi della rivoluzione tecnologica”, “tagliati fuori dal modo in cui il mondo oggi si muove, parla, comprende”.

La Chiesa ha sempre avuto “un’attenzione particolare” nei riguardi dei nonni, “riconoscendo loro una grande ricchezza sotto il profilo umano e sociale, come pure sotto quello religioso e spirituale”, ha ricordato mons. Gänswein, che ha invitato i presenti a contemplare l’icona dei santi Gioacchino e Anna e la loro tenerezza verso Maria.

Il “compito educativo dei nonni è sempre molto importante”, ha affermato l’arcivescovo tedesco, che domenica 30 luglio compirà 61 anni, “ancora di più lo diventa quando, per diverse ragioni, i genitori non sono in grado di assicurare un’adeguata presenza accanto ai figli, nell’età della crescita”.

Il ruolo dei nonni è spesso dimenticato in una società “ubriacata dal mito dell’eterna efficienza e gioventù, che con leggerezza lascia che un bambino preferisca la compagnia di un personal computer a quella di un nonno”, ha osservato Gänswein, che ha sviluppato anche il compito dei nonni nella trasmissione della fede, un tema che sta molto al cuore di papa Francesco.

Al termine della sua riflessione, il prefetto della Casa Pontificia ha rivolto una parola speciale a tutti i nonni ancora in vita o già deceduti, nonché a tutti gli anziani, in particolare coloro che sono soli o malati, e ha benedetto le donne incinte e quelle che non possono avere dei bambini.



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