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Secondo Incontro della Settimana della Comunità con don Marco Presciutti


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La Settimana della Comunità si e' arricchita ieri sera dall'incontro tenuto da don Marco Presiutti sul tema del servizio comunitario e degli organismi comunitari che favoriscono la corresponsabilità e la condivisione delle scelte. 
 
Don Marco ci ha ricordato come, oggi piu' che mai, ci sia bisogno di passare da una chiesa “top down”, dove le scelte sono a cura di pochi o di uno solo, ad una chiesa “bottom up” nella quale le decisioni vengono prese con il contributo di tutti i partecipanti. 
 
Questa sorta di “piramide rovesciata” non puo’ che favorire una comunità intenta a “far correre” il Vangelo realizzando una sinodalità missionaria.  
La chiesa, ci ha ricordato il don, deve essere una chiesa in uscita e che ascolti, che si inserisca nella storia umana, che si interessi anche ai problemi pubblici e sociali della comunità. 
 
Il don ci ha ricordato quanto ci dice Papa Francesco:  E.G.49 “… preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze. Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti. Se qualcosa deve santamente inquietarci e preoccupare la nostra coscienza è che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita. Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli, mentre fuori c’è una moltitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mc 6,37).”
 
 
In quest’ottica si inserisce il bisogno di avere organismi comunitari diocesani, interparrocchiali e parrocchiali costituiti dai pastori e una base ampia di laici, il piu' rappresentativa possibile delle varie realta' comunitarie. 
Le decisioni dovrebbero essere prese ascoltate le istanze di tutti i partecipanti che in questo modo sarebbero non solo semplici collaboratori del presbitero, ma corresponsabili con esso alla costruzione dell'attività pastorale.
Puo' darsi che in questo modo si possa perdere di primo impatto di un po' di efficienza, una decisione autonoma e' certamente piu' sbrigativa da prendere e piu' rapida da mettere in atto, ma con maggiore ascolto della comunità e quindi piu’pazienza e fatica (e lungimiranza) si guadagnerebbe in efficacia pastorale.
 
L’incontro e’ terminato con un bel dialogo tra don Marco ed i partecipanti al quale hanno partecipato molti parrocchiani con suggerrimenti e sottolineature e qualche domanda tecnica.
 
Il prossimo appuntamento e’ fissato per Venerdi 27/9 con la biblista Laura Paladino, siamo tutti invitati a partecipare!
 
 
 
 
 
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