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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Semi di Vangelo


Vedendo le folle Gesù ne ebbe compassione, perché erano stanche e scoraggiate, come pecore che non hanno un pastore.

Mt 9,36

Gesù non ha pietà di te, non si permette di commiserare nessuno, anzi. Gesù si commuove guardando a te, amando quello che vede oltre quello che vedono gli altri; ascoltando quello che tu non dici a nessuno, ma che pur sempre rimbalza ad ogni passo dentro di te.

Non gli sono sconosciute le tue fatiche e quanto genera nel tuo profondo scoraggiamento e perdita di speranza. Eppure, nei modi che solo lui conosce, proprio lui ti si presenta di fronte con il palmo della mano rivolto a te, per offrirti il dono della sua amicizia.

Nella fatica delle ferite non ti resta altro che stendere a tua volta la mano per afferrare la sua, patto di fiducia il tuo, patto di amore il suo per te.