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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Semi di Vangelo


LA PAGINA SACRA

Dal racconto evangelico di Giovanni.

1 In principio, c'era colui che è la Parola. Egli era con Dio, Egli era Dio. 2 Egli era al principio con Dio. 3 Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa. Senza di lui non ha creato nulla. 4 Egli era la vita e la vita era luce per gli uomini. 5 Quella luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.

6 Dio mandò un uomo: si chiamava Giovanni. 7 Egli venne come testimone della luce perché tutti gli uomini, ascoltandolo, credessero nella luce. 8 Non era lui la luce: Giovanni era un testimone della luce.

9 La luce vera, colui che illumina ogni uomo, stava per venire nel mondo. 10 Egli era nel mondo, il mondo è stato fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha riconosciuto.

11 È venuto nel mondo che è suo ma i suoi non l'hanno accolto. 12 Alcuni però hanno creduto in lui. A questi Dio ha fatto il dono di diventare figli di Dio. 13 Non sono diventati figli di Dio per nascita naturale, per volontà di un uomo: è Dio che ha dato loro la nuova vita. 14 Colui che è la Parola è diventato un uomo ed è vissuto in mezzo a noi uomini. Noi abbiamo contemplato il suo splendore divino. È lo splendore del Figlio unico del Dio Padre, pieno della vera grazia divina!

15 Giovanni aveva dichiarato: «Dopo di me viene uno che è più grande di me, perché esisteva già prima di me». Quando vide Gesù gli rese testimonianza dicendo: «È di lui che io parlavo!». 16 La ricchezza della sua grazia si è riversata su di noi, e noi tutti l'abbiamo ricevuta. 17 Perché Dio ha dato la sua Legge per mezzo di Mosè, ma la sua grazia e la sua verità sono venute a noi per mezzo di Gesù, il Cristo. 18 Nessuno ha mai visto Dio: il Figlio unico di Dio, quello che è sempre vicino al Padre, ce l'ha fatto conoscere.

Gv 1,1-18

IL COMMENTO

Il brano del Vangelo di Giovanni ci presenta Gesù quale riflesso della gloria del Padre. Egli è suo Figlio e il suo nome supera tutti gli altri nomi del mondo, perché è la Parola che diventa carne e che dà la sua vita per la salvezza del mondo intero.
Anche se non tutti sono in festa per la sua venuta, poiché non tutti credono in lui, la storia dell’umanità non ha potuto ignorare l’avvenimento di questa nascita. Essa diventa una sorta di spartiacque tra il prima e il dopo, un anno zero nella datazione del tempo: con la venuta di Cristo ha inizio una storia nuova.
Questo è il fondamento della fede cristiana e ci rende capaci di vivere con gioia ciò che celebriamo e di testimoniare quello in cui crediamo.