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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Semi di Vangelo


Gesù venne di nuovo nel Tempio. Mentre se ne stava là a insegnare, i capi dei sacerdoti e le altre autorità del popolo si avvicinarono a lui e gli domandarono: «Che diritto hai di fare quel che fai? Chi ti ha dato l'autorità di agire così?».

Mt 21,23

Dopo Dio Padre, sei tu che dai a Gesù il diritto e l’autorità di operare nella tua piccola vita prodigi di fronte ai quali tu stesso rimani stupito ed ammirato.

La bellezza dell’opera di Dio non è solo attorno a te bensì dentro di te, in luoghi e spazi di cuore e di mente che rendono unico ed irripetibile il tuo spirito.

Come non lodarlo per la sua operosità in te? Come non sentire profondamente in te il ritmo del battito del suo amore? Come non restare senza parole di fronte alla bellezza del suo sorriso che riscalda ogni angolo del tuo esistere?

Sei davvero tu colui che dà a Gesù il permesso di trasformare gradualmente il tuo cammino terreno in un segno luminoso di Cielo.