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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Semi di Vangelo


Zaccaria chiese allora una tavoletta e scrisse: «Il suo nome è Giovanni». Tutti rimasero meravigliati.

Lc 1,63

Con la sua avventura spirituale Zaccaria ti insegna la differenza tra silenzio e mutismo: il silenzio, come assenza di rumori dentro e attorno te; il mutismo, come la tua incapacità assoluta di emettere una parola di comunicazione cheppure è barricata dentro di te.

In alcuni momenti della vita anche tu passi dal silenzio al mutismo, soprattutto quando sai che la tua voce non è così forte e potente da essere ascoltata, rispettata, accolta, servita. La coscienza dei tuoi blocchi interiori è il primo passo per imparare da Zaccaria cosa voglia dire auto-educarti all’attesa del momento in cui ritornerà la gioiosa melodia della tua voce.

Se vivi questo tempo con fede, allora non avrai paura ad aspettare che i disegni di Dio giungano alla loro maturazione. Per Zaccaria è stato il giorno in cui ha dato il nome a suo figlio Giovanni, per te sarà l'istante in cui accetterai e darai un nome ai doni di Dio.