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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Semi di Vangelo


Elisabetta disse a Maria: «Beata te che hai avuto fiducia nel Signore e hai creduto che egli può compiere ciò che ti ha annunziato».

Lc 1,45

La fiducia è un dono, è un gesto di apertura e d’intimità verso l’altro. Anche se carpita, strappata dal cuore con scaltrezza e doppiezza, la fiducia data resta sempre un atto di generosità e di disponibilità a lasciare che l’altro entri nella propria vita. Ma quando si scopre che il dono della propria fiducia è stato usato per altri fini, tradito, calpestato, violentato… che cosa fare?

Elisabetta lo sente e lo dice a Maria: “Beata te che hai avuto fiducia nel Signore”. Il segreto di ogni vita, di ogni forma di sopravvivenza sta proprio qui, nell’avere fiducia nel Signore. E tu lo sai bene che il Signore non tradisce mai e per nessun motivo le promesse e le scelte del suo amore per te.

Nonostante tutto, tu non smettere di fidarti del Signore, mai. Non smettere di continuare a credere che egli realizzerà i sogni che proprio lui ha messo nel tuo cuore. Quando? Solo Dio lo sa oggi, e tu domani lo imparerai da lui.