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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Semi di Vangelo


Tra la folla qualcuno interrogava Giovanni il Battista, dicendo: «In fin dei conti che cosa dobbiamo fare?».

Lc 3,10

Lo senti davvero che gli amici di Gesù per te sono l’eco della sua voce, che ti chiama a qualcosa di concreto e di fattibile.

Gesù non è solo un movimento di pensiero, uno stimolo culturale, affinché dentro di te tu possa scoprire il valore delle altre persone.

Gesù è la chiamata alla fraternità e, di conseguenza, alla solidarietà, al riconoscimento dell’immagine e della somiglianza di ogni essere umano con la stessa persona di Dio.

Ecco perché anche per te c’è un qualcosa da fare, frutto della riscoperta di chi puoi essere proprio tu per te e per gli altri.

Nella bellezza della tua interiorità gradualmente si delinea il percorso della tua vita: a te l’impegno di realizzarlo con fiducia e con amore, chiedendo a Gesù ogni giorno “E io che cosa devo fare?”.