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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Profondo come il mare


Profondo come il mare

Per ben ricominciare l’anno vogliamo proporvi un libro che ci introduce nel mondo della sofferenza. Narra infatti l’esperienza di una volontaria ventiduenne nell’istituto che si occupa di assistenza ai portatori di handicap fisici e mentali, di anziani, di ammalati: il Cottolengo di Torino. Il titolo è: “Profondo come il mare. Io e i miei amici disabili”di Myriam Altamore Paoline Editoriale Libri.
Buona lettura e...buon anno con lo sguardo rivolto a sempre nuovi Orizzonti.

IL LIBRO

"Questo libro vuole essere un diario della mia esperienza e un inno alla vita nonostante tutto. Ho cercato di inquadrare il problema da diversi punti di vista. Tuffandomi in questa "parte di mondo" che a prima vista può spaventare ma che poi può anche diventare immensa e profonda come il mare. Facendo leva proprio su quegli aspetti poco conosciuti della vita di un disabile, raccogliendo testimonianze, raccontando la mia esperienza di volontaria e riportando come una cronista tutto quello che la gente non si aspetterebbe mai da chi ha avuto la sfortuna di avere qualcosa in meno dalla vita". Così Myriam Altamore, 22 anni, racconta la sua esperienza: con passione, senza falsa umiltà, sottolineando l'amicizia e la gioia di stare insieme, non come volontaria, ma come amica. E ci spiazza con domande che, magari, ci siamo fatti, ma che preferiamo non analizzare: "Siamo convinti che la vita di una persona disabile sia solo fatta di terapie, riabilitazione e quant'altro? Siamo sicuri che un disabile possa accontentarsi di queste attività? O un disabile può, come tutti avere anche voglia di uscire, andare in vacanza o mangiarsi una pizza con gli amici? E se un giovane disabile soffre è inevitabilmente a causa della sua malattia? Oppure, come tutti, soffre per amore e amicizia?". Sono storie di incontri, di scontri, di avventure raccontate con autoironia che diventano denunce chiare e proposte altrettanto chiare.



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