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Pasquetta ad Amatrice: per non dimenticare e per essere vicini

Un gruppo della nostra comunità nei luoghi del Sisma del 2016


Pasquetta ad Amatrice: per non dimenticare e per essere vicini

Lunedì 2 Aprile un gruppo di 24 persone della nostra Parrocchia si è recato in visita ad Amatrice: questo viaggio, nato nell'ambito del Cammino dei Giovani 2002 è stato poi allargato a giovani e famiglie, che hanno scelto di vivere una pasquetta veramente alternativa. Non si è trattato di un turismo del macabro, alla ricerca delle macerie, ma la voglia di testimoniare con una presenza reale e discreta, la nostra vicinanza a queste popolazioni veramente martoriate da questo evento.

Guidati da Ivan Bracci, che negli scorsi mesi ha portato ai giovani 2002 la sua testimonianza e conoscenza di questi territori e che ad Amatrice ha vari amici e contatti, siamo stati prima accolti da Emidio, giovane Carabiniere di Amatrice che ci ha portato ad Arquata del Tronto, poi ad Amatrice, siamo stati accolti da don Savino, il parroco, e Gabriella, una catechista che ha vissuto tutta la giornata con noi, raccontandoci la sua esperienza. Insieme abbiamo vissuto la celebrazione della Messa in una struttura provvisoria adibita a Chiesa: tutte le Chiese della città sono infatti crollate o inagibili, perchè fortemente lesionate.

Nel pomeriggio, dopo pranzo, abbiamo lasciato Amatrice, dove ormai le case sono state in gran parte demolite, per lo meno nel centro storico, per recarci in alcuni piccoli paesi dei dintorni. Forse è stato questo uno dei momenti più forti e toccanti della giornata: vedere questi paesi cristallizzati al 24 Agosto 2016 con le case devastate dalle scosse, ancora con le loro suppellettili all'interno, con i ricordi di una vita rimasti lì fermi tutti a quella notte che ha irrimediabilmente segnato la vita di queste persone, privandole in pochi attimi di amici, affetti e della quotidianità.

Parlare con Gabriella ci ha fatto comprendere come le cose siano spesso molto diverse rispetto a quello che i media ci fanno vedere e ci raccontano. Parlare con lei e con alcuni abitanti delle casette provvisorie ci ha fatto comprendere le difficoltà di vivere in questi posti, tra queste montagne in inverno davvero fredde in situazioni precarie, e ci ha fatto toccare con mano una situazione davvero complessa, in cui rabbia e rassegnazione, apatia e indignazione, ma anche ostinazione e voglia di ricominciare convivono e si alternano. 

Ecco alcuni pensieri di coloro che hanno partecipato a questo viaggio.

"Una giornata ad Amatrice è stata quello che ci voleva per capire come vanno davvero le cose: la paura di rimanere soli è molto brutta, soprattutto dopo aver vissuto certe esperienze. Tuttavia, don Savino (parroco del paese) ci ha detto che ci sono stati aiuti materiali, anche se ancora non compiuti, e soprattutto morali, con persone che continuamente hanno mostrato uno spirito di solidarietà e amicizia. Per questo abbiamo scelto di passare una Pasquetta diversa, per andare da chi ci ha insegnato che la vicinanza tra le persone è la prima cosa, che bisogna apprezzare ciò che si ha ed avere speranza." Lisa e Alessio

 

"Nella giornata di Pasquetta un gruppo della parrocchia di Lucrezia è andato a visitare Amatrice e i posti nei dintorni. Sono state tante le emozioni provate in un solo giorno. Da una parte si è vista la voglia e l'energia degli abitanti di quei posti di iniziare una nuova vita; dall'altra invece la difficoltà in cui queste persone si trovano. È stato bello interagire con loro, parlarli e ascoltarli, perché è solo tramite le loro parole, e non tramite i social e la TV, che si capisce la vera situazione di quei posti. Pur non conoscendoci hanno condiviso con noi quel poco che hanno, accogliendoci e raccontando a noi le proprie esperienze. Dai loro racconti inoltre è trapelato l'importanza del sostegno delle persone. In questo momento non sono importanti per loro cose le materiali, ma la vera cosa che conta sono parole di sostegno e la vicinanza di tutti per RI-iniziare a vivere nella normalità." Ginevra

"Seppur non sono nuovo alla frequentazione di Amatrice e dintorni, ieri è stata una giornata eccezionale.. Con gli educatori, noi genitori con i nostri adolescenti, abbiamo toccato sì, le rovine del sisma anche addentrandoci dove non si poteva... Ma sono stato invece toccato dalle parole di Don Savino e di Gabriella, che ci hanno accolto in casa loro. Quelle parole che ci hanno presentato il bisogno di quel popolo, di vicinanza, amicizia, solidarietà e conforto, perse da tempo. Emozionante la donazione della "icona dell'amicizia" da parte dei nostri educatori alla parrocchia di Sant'Agostino in Amatrice, perché è stato un dono così realistico, umile e sincero.. Mi rimane comunque, questo senso di incapacità e di impotenza di fronte a tanti disastro, di fronte ai danni morali che ancora sono in quei amici.
Nelle parole di Gabriella esiste la speranza che la giornata di ieri non rimanga un semplice ricordo. Sta a noi coltivare x rendere ancora viva questa esperienza." Ivan

"Ho capito che accontentarsi di quel che si ha è meglio di lamentarsi di quello che manca." Luca

 



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