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"Non dirmi che hai paura"

Proposta editoriale per il mese di febbraio


Non dirmi che hai paura

Il gruppo della Buona Stampa per il mese di febbraio propone a tutta la comunità la lettura del seguente libro: "Non dirmi che hai puara" di Giovanni Catozzello ed. Feltrinelli.

IL LIBRO

Samia è una ragazzina di Mogadiscio. Ha la corsa nel sangue. Ogni giorno divide i suoi sogni con Alì, che è amico del cuore, confidente e primo, appassionato allenatore. Mentre intorno la Somalia è sempre più preda dell’irrigidimento politico e religioso, mentre le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale. Gli allenamenti notturni nello stadio deserto, per nascondersi dagli occhi accusatori degli integralisti, e le prime affermazioni la portano, a soli diciassette anni, a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino. Arriva ultima, ma diventa un simbolo per le donne musulmane in tutto il mondo. Il suo vero sogno, però, è vincere. L’appuntamento è con le Olimpiadi di Londra del 2012. Ma tutto diventa difficile. Gli integralisti prendono ancora più potere, Samia corre chiusa dentro un burqa ed è costretta a fronteggiare una perdita lacerante, mentre il “fratello di tutta una vita” le cambia l’esistenza per sempre. Rimanere lì, all’improvviso, non ha più senso. Una notte parte, a piedi. Rincorrendo la libertà e il sogno di vincere le Olimpiadi. Sola, intraprende il Viaggio di ottomila chilometri, l’odissea dei migranti dall’Etiopia al Sudan e, attraverso il Sahara, alla Libia, per arrivare via mare in Italia.
Giuseppe Catozzella per mesi è entrato dentro la vita reale di Samia, e l’ha reinventata in una voce dolcissima, scrivendo un romanzo memorabile. Da quella voce, da quell’io leggerissimo che ci parla con fermezza e candore, si sciolgono la struggente vicenda di un’eroina dei nostri tempi, la sua fiaba, e insieme il suo destino.

LA RECENSIONE

La storia raccontata da Catozzella sviscera in maniera interessante un racconto di vita che ha come protagonista l'atleta somala Samia Yusuf Omar, che ha partecipato ai Giochi Olimpici del 2008 a Pechino. Una ragazza nata per correre, fatta per gareggiare, il cui destino però è quello atroce del viaggio della speranza, come tanti che, abbagliati dalla possibilità di una nuova vita lontana dalla guerra, si imbarcano su relitti fatiscenti e sovraffollati alla volta dell’Italia.
Quella di Samia è una storia simbolica che dà un volto e un nome ad una tragedia che investe milioni di persone, la volontà di rifugio e la paura della guerra. Il tutto traspare dalla sua voce, che narra la vita dall’infanzia fino all’ultimo viaggio, tra amicizie, allenamenti furtivi e sogni di riscatto che sembrano avverarsi quando la sua perseveranza le permette di arrivare alle Olimpiadi e di diventare un simbolo per le donne mussulmane, nonostante l’ultimo posto.
I personaggi sono ben caratterizzati dal punto di vista psicologico, soprattutto Samia e Ali, il suo migliore amico, o aboowe, fratello. I dialoghi sono abbastanza realistici, soprattutto quando Samia parla con le persone che come lei vogliono raggiungere l’Europa e che gli raccontano gli orrori perpetuati dai trafficanti. Ad avermi scossa è stata la piccola parentesi dedicata ad un incontro con Taliya, quando Samia arriva a Tripoli. La donna racconta che i trafficanti richiedono un’ingente somma per il viaggio in mare: chi non può permettersela, se uomo è riaccompagnato al confine, se donna è costretta a lasciarsi stuprare finché i trafficanti non ritengono abbia saldato il biglietto. Devo dire di essere rimasta abbastanza di stucco quando ho letto la fine, perché l’autore rovescia la medaglia facendoci credere nel lieto fine.
Lo stile di Catozzella è semplice e scorrevole, forse in alcune parti un po’ troppo frammentario e ripetitivo. Ad ogni modo, la lettura risultata più coinvolgente soprattutto dal momento in cui Samia intraprende il Viaggio: lì diventa quasi un reportage, con tanto di “interviste” alle persone che di volta in volta la protagonista si trova accanto. La narrazione lascia il posto alla testimonianza, rinforzando la veridicità della storia. Libertà, uguaglianza, fraternità sono le parole che più hanno peso all’interno del libro, non inserite a caso e soprattutto profondamente significative. Libertà per Samia significa possibilità di riscatto laddove in realtà è vittima delle decisioni degli scafisti; uguaglianza è invece condividere lo stesso destino, vivere in attesa dell’arrivo a destinazione stipata in un container con duecentoventi persone, pregando e condividendo la paura; fraternità è ciò che la lega ad Ali, il suo migliore amico, ma anche a tutte quelle persone che le lasciano testimonianza di ciò che hanno vissuto.
Questo libro lascia l’amaro in bocca e fa commuovere, anche se penso che la storia prevalga sullo stile. Mi compiaccio che sia stato nominato vincitore del Premio Strega Giovani dagli stessi ragazzi, perché ritengo che sia importante che questi vengano a contatto con questo tipo di testimonianza, ben lontana dalle storie che spesso vengono imposte alla lettura nel corso degli anni della scuola secondaria. L’appello è quello di lasciare che i giovani si avvicinino a questo tipo di letteratura che, seppure imperfetta, può dare loro spunto di riflessione e spingerli a documentarsi maggiormente sull’attualità, ritrovando una sensibilità per l’altro che, complici le normative vigenti, sembra essersi del tutto esaurita.

L'AUTORE

Giuseppe Catozzella è nato nel 1976 a Milano dove si è laureato in filosofia all’Università degli Studi di Milano con Carlo Sini e Stefano Zecchi, con una tesi sul significato della Logica per Nietzsche. Dopo la laurea si è trasferito per un lungo periodo in Australia, a Sydney, e poi è tornato a vivere a Milano.
Scrive o ha scritto articoli, reportage e inchieste su “L’Espresso”, “Sette” de Il Corriere della sera, “Vanity Fair”, “Repubblica”, “Granta”, “Lo Straniero”, milanomafia.com, e ha collaborato con la trasmissione televisiva “Le Iene”. Tiene un blog sul sito del “Fatto Quotidiano”.
Ha tenuto conferenze alla Columbia University di New York e alla F.I.U. University di Miami, e lezioni alla U.M. University di Miami, alla University of Calgari in Canada, alla Freie Universität di Berlino, all’Università di Oslo, all’Università di Tirana e in molti altri atenei italiani e stranieri, oltre che alla Scuola Holden di Alessandro Baricco.
Ha pubblicato i racconti Il ciclo di vita del pesce (Rizzoli, “Granta”, 2011), Fuego (Feltrinelli Zoom, 2012) e i romanzi Espianti (Transeuropa, 2008), Alveare (Rizzoli, 2011; Feltrinelli, 2014), Non dirmi che hai paura (Feltrinelli, 2014) e Il grande futuro (Feltrinelli, 2016).
Dal suo romanzo-inchiesta Alveare sono stati tratti molti spettacoli teatrali e il film tv prodotto da Rai Fiction “L’assalto”. A ottobre 2013 ha rappresentato l’Italia a New York per l’Anno italiano della cultura negli Stati Uniti.
Non dirmi che hai paura è un bestseller che solo in Italia ha venduto 150.000 copie per 14 edizioni, ed è in corso di pubblicazione dai più grandi editori in tutto il mondo. E’ vincitore del Premio Strega Giovani 2014 e finalista al Premio Strega 2014. E’ in lavorazione un film di produzione internazionale tratto da Non dirmi che hai paura. Per l’attenzione sull’Africa e sulla Somalia che il suo romanzo Non dirmi che hai paura ha portato nel mondo, è stato nominato dall’ONU Goodwill Ambassador UNHCR, Ambasciatore dell’Agenzia ONU per i Rifugiati.
Il nuovo romanzo, uscito a gennaio 2016,  è Il grande futuro.

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Libro: "Non dirmi che hai paura"

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L'autore: Giovanni Catozzello



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