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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Metti del tuo per la gioia di tutti

Testimonianze dal KIRI-campo 2016


Metti del tuo per la gioia di tutti

"Metti del tuo per la gioia di tutti" è stato il titolo del Kiri Campo 2016 del gruppo dei chierichetti e ministranti di Lucrezia presso la casa per campi scuola di Ginestreto dal 3 al 6 luglio.

Il titolo è nato dall'approfondimento del Vangelo di Giovanni, al capitolo 6 versetti 1-13, dove si parla della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Da questa lettura abbiamo scoperto alcuni temi che ci hanno accompagnato nei vari giorni del kiri campo.

Siamo partiti dal tema dello Stare attenti cioè abbiamo affrontato delle situazioni che ci circondano ogni giorno a cui bisognava assegnare delle scale di importanza.

Succede poi nel Vangelo che gli apostoli volevano congedare la folla di gente che si è riuniuta intorno a Gesù, quindi noi abbiamo discusso insieme sul problema dell'esclusione e dell'ascolto degli altri, cercando di raccontare testimonianze personali di situazioni simili subite in prima persona oppure avendole fatte ad altri.

Accade però che nel Vangelo c'è un ragazzo che ha alcune cose da donare per far si che la folla possa sfamarsi; noi ci siamo soffermati sulla sua generosità, anche se piccola, trasportata ai giorni d'oggi attraverso dei video che rappresentano vere e proprie catene di generosità, facendo capire da piccoli gesti nascono grandi cose.

Dalla generosità siamo passati alla condivisione, passo fondamentale per evitare che le cose che si vogliono dividere con gli altri vadano "a male". Come stimolo a questo gesto abbiamo pensato a un vero e proprio "pranzo condiviso" dove ognuno di noi aveva un cartellino e lì era indicato le quantità che spettava ad ogni ragazzo; infatti c'erano ragazzi che non avevano porzioni e altri che ne avevano il doppio e qui scattava la condivisione "contrattando" con i cartellini di chi aveva doppia porzione per esempio di primo. Alla fine del pranzo si contava chi aveva condiviso di più.

Infine nel Vangelo si racconta che ci sono stati degli avanzi e che sono stati raccolti e non buttati, come nella nostra vita dove ci sono delle potenzialità che non devono essere sprecate ma devono essere investite per la felicità e gioia di chi ne ha bisogno.

Oltre ai vari temi affrontati, quest'anno la novità è stata l'autogestione, infatti per alcuni problemi non era possibile avere un cuoco, ma con lo spirito di condivisione e di aiuto la cucina è stata gestita da tutti, aiutando a preparare i pasti ogni giorno.

Sicuramente la voglia di stare insieme non è mancata, lo spirito di aiuto reciproco neanche. Vi vogliamo lasciare con delle testimonianze prese dal gruppo di Whatsapp dei chierichetti e ministranti:

"Cari ragazzi...io credo di aver passato questa 4 giorni in modo magnifico e unico perché ho legato con gente a cui personalmente non ero molto amico e anche perché voi educatori non ci avete trattato come persone piccole...anzi come se fossimo gente adulta. Anche se ci sono state delle incomprensioni/discussioni o scherzi che molti ragazzi non hanno gradito... mi sono divertito ugualmente perché, come ci avete insegnato al campo, bisogna perdonare tutti ma soprattutto bisogna fare pace anche con persone che ci stanno molto antipatiche."

"Io penso che questo sia stato il campo migliore finora e non solo perché eravamo esclusivamente maschi ma perché è stato tutto divententissimo sia nei momenti di gioco sia durante le attività veramente interessanti. Le pause erano programmate nei momenti giusti e il cibo buonissimo (non voglio più sentir parlare di zucchine). Il mio momento preferito era la preghiera davanti al falò ma anche il falò stesso è stato spettacolare. Complimenti ai nostri educatori"

"Sono rimasto molto colpito da come gli educatori ci hanno trattato e sono molto contento di averli conosciuti, sono felice di essere stato in un campo scuola così bello e organizzato benissimo!! Grazieeee"

"Attraverso litigi, insegnamenti, attività e amicizie ho imparato tantissime cose... ah... e grazie agli educatori che, come hanno già detto gli altri, ci hanno trattato come ragazzi maturi anche se abbiamo molto da imparare"


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