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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Lo Spirito Santo: fuoco e vento!

Pierfrancesco, Laura e Matteo: tre ospiti speciali!


Lo Spirito Santo: fuoco e vento!

Il 22 ottobre il gruppo dei Cresimandi 2016 ha accolto con grande entusiasmo Laura, Matteo e Pierfrancesco Mosconi che hanno aiutato i ragazzi, attraverso la propria esperienza di vita e di fede, a comprendere come agisce oggi lo Spirito Santo attraverso di noi nella costruzione della Chiesa.

Pierfrancesco e Laura, ci hanno proposto due immagini che per loro rappresentano quotidianamente lo Spirito Santo: il fuoco e il vento.

Il fuoco che ci aiuta a vivere dei rapporti belli di Amicizia. Questo nelle nostre giornate non significa andare sempre d'accordo con tutti, ma vedere in quella amicizia un’opportunità per crescere anche se si discute e si perde la pazienza. Dobbiamo investire nell’amicizia, dobbiamo trovare il bello che c’è nello stare con gli altri. L’amicizia deve diventare per noi motivo per uscire di casa, per non accomodarci nei nostri divani. A distanza di anni, Laura e Pierfrancesco, ci hanno detto che hanno capito che il Signore ci parla soprattutto attraverso i nostri amici, il nostro gruppo che ci danno la forza di  buttarci e di non fermarci mai in noi stessi ! Non è facile ! Dobbiamo metterci in discussione, dobbiamo aver voglia di conoscerci, di aprirci e di incontrare altre persone. Capire e trovare negli altri una grande risorsa per ciascuno di noi, è uno scatto di qualità.

Il gruppo, gli amici, ci aiutano ad accedere quella fiamma che da soli non riusciremo ad accendere.

È importate allora avere delle figure di esempio, che ci seguono e ci indirizzano ma è molto più importante metterci del nostro nel dire Si, ci sto, non mi basta quello che ho.

Ci sto, nonostante quello che ci succede attorno. È questo il fuoco che ci arde dentro, che ci fa impegnare e ci aiuta a prendere le cose di petto. 

Accettare, partire e buttarsi nelle tante proposte che ci vengono fatte, significa capire che nel nostro percorso c'è la mano del Signore e noi ci fidiamo e ci affidiamo a Lui.

Proprio in questi momenti ci accorgiamo che c'è, tra noi, qualcosa di bello che ci unisce e che ci lega.

Il fuoco dello Spirito Santo è una cosa che lascia il segno, che ci invita ad andare alla ricerca di qualcuno che sia credibile per noi e nel quale riusciamo a vedere quella serenità e quella pace che viene da qualcosa di più grande di noi.

Dobbiamo allora saperci affidare, dobbiamo decidere di lasciare spazio nelle nostre storie a qualcuno che possa aiutarci nella nostra vita, dobbiamo sentire il bisogno dell’altro e cercare il bello che c'è nelle altre persone.

Non dobbiamo allora concentrarci solo su noi stessi ma soprattutto saper vedere e percepire tutto ciò che di bello ci sta attorno.

 

Il vento come un soffio. Il Signore, non ci parla mai nella confusione e nella frenesia. Se ci riempiamo la vita di tremila cose difficilmente il Signore riuscirà a dirci qualcosa. Lo Spirito Santo soffia nella continuità della nostra vita. Il Signore bussa più volte nelle nostre vite chiedendoci una disponibilità, attraverso visi, volti e richieste. Ciascuno di noi è chiamato a lasciare aperte le porte della sua vita per non precludersi delle possibilità che il Signore nel corso del tempo ci offre.

Il vento e il soffio dello Spirito Santo lo percepiamo nei momenti di preghiera, nei momenti di ritiro e di silenzio. Il rendersi disponibili alle proposte che ci vengono fatte ci da l’ occasione di vivere momenti di intimità e di silenzio che ci fanno percepire quel soffio dentro di noi. 

Dobbiamo interrogarci e chiederci quanto siamo capaci di fare silenzio nella vita di tutti i giorni. Fermarci e staccare la spina, stare da soli, oggi è una cosa che fatichiamo a fare. Questo ci da la possibilità di trovare delle risposte alle tante domande che abbiamo. 

Lo Spirito Santo è quel vento leggero che percepiamo quando ci fermiamo e ci mettiamo in silenzio. A volte questo soffio corrisponde anche al nostro io e alla richiesta di aiuto di chi ci sta accanto, percepire questo soffio ci fa ascoltare e servire gli altri e ci rende disponibili, con Dio, ad aiutarci gli uni con gli altri. Vivere il silenzio, è una chiave di volta, e non è ne scontato, ne significa replicare, ma è un continuo allenarsi. 

 

Per accorgersi che lo Spirito Santo agisce nelle nostre vite, dobbiamo avere le orecchie aperte. 

Non dobbiamo metterci dei paletti, ma quando percepiamo che qualcosa è buono, dobbiamo subito condividerlo con qualcuno che ci accompagni e ci guidi, dobbiamo provare, testare, sperimentare con il supporto e la guida delle persone di cui ci fidiamo.  

Concludendo, lo Spirito Santo, lo percepiamo quando siamo felici, la felicità, quella vera che è qualcosa di profondo e che dobbiamo provare, dobbiamo vivere, che non è la contentezza del momento, ma è come quella gioia nel cuore che provi dopo un abbraccio vero con un amico. Puoi riconoscere allora lo Spirito Santo quando sentì quella gioia dentro: solo così riconosciamo quel soffio, quella gioia piena e bella!



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