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Le rose del vento

Proposta editoriale del mese di dicembre


Le rose del vento

Nel periodo in cui l’attesa di Gesù Bambino s’intreccia con il desiderio di riscoperta di valori universali quali la pace, ci è piaciuto presentare un libro scritto da un’autrice di origine ebreo – palestinese. Il titolo è “Le rose del vento”, l’autrice Widad Tamimi, la casa ed. Mondadori.
Approfittiamo per rivolgere i nostri più sentiti auguri: la Luce vera venga a rischiarare l’oscurità della nostra esistenza costellata di peccato, possa orientarci e guidarci verso una vita di pienezza nell’Amore e nella reciprocità. Un Santo Natale a voi e famiglie.

IL LIBRO
Si dice che il punto migliore per cominciare a raccontare una storia sia l’inizio. Ed è ciò che l’autrice di questo romanzo fa: interrogare le storie dei propri avi, dai rami dell’albero scendere fino alle radici. Un impulso incontenibile, vitale: “Mi sento indecifrabile a me stessa. Mi manca la chiave. Ripercorro la storia a ritroso, in cerca di una casa che sia la mia”. Tessendo la trama delle proprie origini, Widad Tamimi ci porta nel cuore tormentato del secolo appena trascorso. E ci racconta di un padre, Khader, nato in Palestina, a Hebron, nel 1948, proprio l’anno della fondazione dello Stato di Israele. La famiglia si era trasferita a Gerusalemme in cerca di benessere, ma la guerra li ha costretti a fuggire e a tornare nella città di origine. Sono poveri, lavorano la terra, vivono in una stanza di mattoni e lamiera. Khader ha un sogno: diventare un pediatra per aiutare i bambini del suo paese. Nel 1967 c’è una nuova guerra che li rende profughi per la seconda volta. Scappano ad Amman, in Giordania. Ancora più indietro negli anni Carlo Weiss, il nonno materno, nasce a Trieste nel 1924, è ebreo e si sente fiero di essere italiano, la villa di famiglia è frequentata da scrittori, musicisti, psichiatri. Finché, nel 1938, la situazione per gli ebrei si fa insostenibile e Carlo e i suoi scappano, prima a Losanna, poi a Londra, infine negli Stati Uniti. Carlo rientra in Italia nel 1947, pochi mesi prima che la famiglia di Khader sia costretta a fuggire da Gerusalemme. Incontra una donna, se ne innamora, nascono due figlie. Anche Khader raggiunge l’Italia, per studiare Medicina. Conosce la figlia maggiore di Carlo, bella e ribelle, tra i due nasce un amore fortissimo. La prima delle loro figlie raccoglie l’eredità complessa di uomini e donne sradicati dalla propria terra, sospinti dal vento implacabile della Storia. Con coraggio, determinazione e inesausto desiderio di riparare il passato per costruire il futuro, segue il percorso di due esili incrociati, due destini che ci raccontano da dove veniamo e ci chiedono dove vogliamo andare.

L’AUTRICE
Widad Tamimi è figlia di un profugo palestinese fuggito dall’occupazione israeliana del 1967 e di una donna di origini ebree, la cui famiglia scappò a New York durante la Seconda guerra mondiale. Widad è cresciuta in Italia. Attualmente vive a Lubiana col marito e i due figli e presta servizio nei campi di accoglienza ai profughi nell’ambito del programma Restoring Family Link della Croce Rossa Slovena. Scrive racconti per Delo, il principale quotidiano sloveno ed è da poco tornata in libreria con il romanzo Le rose del vento (Mondadori).



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