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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Le ferite nascoste dalla pazienza

Da un vissuto di dolore al dono del meglio di sè


Le ferite nascoste dalla pazienza

Pazienza? Cosa mi viene in mente quando penso alla mia pazienza?
A quel puzzle di 500 pezzi col fondo tutto azzurro uguale e la tigre al centro… quante serate mi ci sono volute per rimettere tutti i tasselli in fila e completare l’opera…

Alla mia vita andata in frantumi dopo la separazione e il divorzio subìto, la mia famiglia si era lacerata e io mi sono ritrovata da sola con due figli, senza un lavoro stabile, ne aiuto economico da chi avrebbe dovuto. Non sapevo proprio dove mettere le mani. Certo che ne ha dovuta mettere di pazienza il Signore per farmi trovare la forza di andare avanti nonostante tutto e tutti, perché solo la mia non sarebbe bastata. La forza, la volontà e la pazienza che mi hanno permesso di non mollare, le dovevo alla mia dignità e ai miei figli. Mi sono rimboccata le maniche e tra alti e bassi, piano piano sono ripartita… quanto tempo e quanta fatica mi ci sono voluti … ma ne è valsa la pena… ora sono fiera di me, dei miei figli e nipotini…

Allo scialle ai ferri con tutti i trafori, a quando perdevo il conto dei punti e dovevo tornare indietro col lavoro… e via a guastare i giri fatti, e poi riprendere… ma Ci, uno schema più semplice noooooo… mi sa che Penelope si sia ispirata a me nel vedermi lavorare a maglia…..     ahahahahah…… e non mi è bastato farlo per la mamma perché al primo “wow che bello…” di Chiara e Fabiola, avevo già capito che sarebbe piaciuto averne uno anche a loro….

O quando al lavoro chiedo di cambiare il modo di sbrigare delle pratiche a un’assistente, dopo aver dato tutti i chiarimenti necessari e il risultato non è per niente quello che volevo. Ma che cavolo…. È un’incapace penso…. Mi chiedo se per caso sono io che non riesco a spiegarmi o se è lei che fa finta di non capire perché è più semplice fare le cose come è sempre stata abituata a fare. Poi comprendo che quello è il suo limite e che i cambiamenti per lei sono difficili da recepire. Allora mi siedo accanto, rispiego passo passo la procedura fino al termine del lavoro.

Oppure quando devo far quadrare i conti e non mollo finché non tornano al centesimo, magari ci metto tre giorni a capire cos’è che non va, ma alla fine un evvvaaiiiiiiii…. non me lo toglie nessuno ci metterei poi i rapporti con i genitori anziani. Accompagnarli fuori al loro passo.. Ascoltare per l’ennesima volta gli stessi discorsi, le stesse domande alle quali ho appena risposto… dare consigli sulle cose che devono fare e che puntualmente vengono disattesi, perché comunque fanno di testa loro… e non c’è verso… Penso a mio fratello che vive con loro… quanta pazienza mette lui più di me, però non posso lasciare che se la sbrighi da solo, primo perché sono anche i miei genitori e gli voglio bene. Poi ho capito che la mia presenza per loro è importante e anche per me. Ringrazio il Signore per la loro esistenza, il tempo passato con loro non è perso, non importa se i discorsi sono sempre gli stessi. Cosa mi può ripagare meglio nel vedere brillare gli occhi di mio padre o mia madre quando gli abbraccio, gli bacio e gli dico che gli voglio bene, cosa che ho imparato a fare con il tempo. Si prendono ora tutte le coccole che non sono mai riuscita a fare quando vivevo con loro.

Ma Ci, di quante pazienze stai parlando.. sempre che si possa chiamare pazienza quello che ho appena elencato. Forse la pazienza è una sola ma con tanta facce. E’ quel valore che mi aiuta e mi sostiene nei momenti difficili, mi da la forza di non mollare. A volte può essere sopportazione, ma fino ad un certo punto, non certo fino a farmi sopraffare dall’altro o dagli eventi. Non è mai rassegnazione, perdita di speranza. Con lei ho imparato ad accettare i miei limiti e quelli degli altri. E’ quella qualità che alla fine mi fa dire… ne valeva la pena…

Cintia



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