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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Il suo sguardo, di una dolcezza infinita !

Un gruppo di Educatori incontra papa Francesco


Il suo sguardo, di una dolcezza infinita !

Grande emozione mercoledì 10 settembre in Piazza San Pietro per un gruppo di giovani educatori della parrocchia di Lucrezia!

Tre semplici gesti che ci hanno riempito il cuore e il viso di grande gioia.

Eravamo lì, dentro Piazza San Pietro scaldata dal sole, una Piazza gremita di gente proveniente da ogni parte del mondo e la nostra voce, insieme a quella di tantissime altre persone, gridava a squarciagola “Francesco, Francesco, Francesco…”.

Il suo sguardo, di una dolcezza infinita, che contemplava la bellezza di noi giovani era puntato su di noi, si, proprio su noi. Il Papa, Francesco, con un semplice gesto, allungando la sua mano destra, indica noi, noi che insieme a tantissimi altre persone eravamo lì. Ci ha scelti, ci ha chiamati, ha puntato lo sguardo su di noi.

Gli passiamo la papalina, lo zucchetto bianco, che sventolavamo nell’aria, all’interno del quale avevamo messo un bigliettino, il bigliettino casca e Francesco chiede che gli venga passato, si, il nostro bigliettino.

Il Papa prende lo zucchetto bianco, che gli avevamo donato, con il sorriso sulla bocca confronta che la misura fosse la stessa del suo, e ci porge il suo, quello zucchetto che per tanti giorni ha portato sul suo capo.

I nostri occhi erano gonfi di lacrime, le nostre mani tremavano dall’emozione provata e i nostri cuori erano colmi di gioia.

Francesco ha posato il suo SGUARDO su di noi, ha allungato la sua MANO verso di noi e ci ha regalato la cosa che rimarrà per sempre nei nostri cuori, il suo SORRISO, che in quel momento è stato solo per noi.



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