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Il mio nome è Yankuam

Proposta editoriale del mese di ottobre


Il mio nome è Yankuam

In questo mese dedicato alla missione, il Gruppo vuole far conoscere l’autobiografia di uno dei più noti missionari salesiani, che è anche un prezioso documento storico e antropologico, ponendosi come testo di riferimento per il prossimo Sinodo Panamazzonico (2019) indetto da Papa Francesco. Il titolo del libro è “Il mio nome è Yankuam” Ne è autore il salesiano Padre Luigi Bolla, Yánkuam’, Stella del crepuscolo come l’hanno battezzato gli Achuar del Perù tra i quali ha vissuto per 40 anni, fino al 2013, anno della sua morte.

Il libro
Si tratta di un libro diretto a tutti coloro che sono interessati alla selva amazzonica e ai suoi abitanti. È il diario quotidiano degli incontri dell’autore, delle sue riflessioni antropologiche, delle sue osservazioni scientifiche meticolose e sistematiche. Yánkuam’ presenta la storia e la vita degli Achuar, e lo fa con maestria da antropologo, etnologo, storico e geografo, ma, soprattutto, con un amore viscerale verso questo popolo “dignitoso ed unico”, per usare le sue stesse parole. Partendo dalla mitologia Shuar-Achuar ha preparato questo popolo all’annuncio del Vangelo. È l’esperienza inconsueta dello sforzo durato quarant’anni per tradurre in pratica un invito del Vaticano II: cercare Dio nelle varie culture e religioni.
Questo libro è anche una documentazione veritiera della vita di questo gruppo etnico, così spartano e, fino a poco tempo fa, molto guerriero. Gli Achuar sono chiamati “Il popolo della wayùs”, essendo questa bevanda o tè, un aspetto caratteristico della vita quotidiana di questo popolo amazzonico. “Il mio grande desiderio – dice l’autore – è che questa etnia amazzonica trovi il suo posto tra le varie popolazioni amerindie, in questo mondo moderno, pluriculturale e multietnico e serva da esempio per molti altri popoli in via di estinzione perché questi possano ritornare a credere in se stessi e possano sperare in un futuro migliore”.

L’autore
Luigi Bolla, “Yánkuam’", nasce a Schio, provincia di Vicenza, nel 1932. All’età di 7 anni frequenta l’oratorio salesiano della sua città ed i racconti dei Missionari che passano per quell’oratorio suscitano la sua vocazione. Presto manifesta il desiderio di diventare Missionario e il suo sogno in particolare è quello di portare Gesù nelle foresta del pianeta per farlo conoscere ed amare. Diventa salesiano e finalmente, nel 1953, parte dal porto di Genova con destinazione l’Ecuador. Impara rapidamente lo spagnolo, prima, e poi anche la lingua shuàr. Però presto si rende conto che la chiamata del Signore lo guida verso un altro popolo: gli Achuar. Nell’anno 1971 chiede ai superiori salesiani che gli permettano di staccarsi dalla comunità salesiana e di vivere secondo la modalità indigena. Inizia a vivere nelle loro case, ad usare i loro vestiti e ad alimentarsi come loro. «Non ho comprato mai più del cibo, loro mi nutrivano e mi hanno dato il nome di Yánkuam’ Jintia, Stella del mattino». Vive tra gli Achuar, per 12 anni in Ecuador. Pian piano, riesce ad integrarsi in questo popolo, ad impararne la lingua e a creare una grammatica scritta affinché la loro ricchezza culturale non vada perduta. Muore a Lima il 6 febbraio 2013.



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