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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Il Concilio pan-Ortodosso: evento epocale

Il primo dopo il grande Scisma del 1054


Il Concilio pan-Ortodosso: evento epocale
Articolo di Anna Maria Menin
tratto dal sito ReteSicomoro del 05/2016
 
 
“Dopo cinquant’anni di discussione, dibattiti e polemiche tra le varie Chiese autocefale, nonostante la costante mediazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, i capi delle Chiese ortodosse si sono messi d’accordo e il primo Concilio pan-ortodosso dopo lo scisma del 1054 si svolgerà a Creta all’Accademia Ortodossa dell’isola greca dal 16 al 27 giugno 2016.
 
I temi sono: la missione della Chiesa ortodossa nel mondo contemporaneo; la diaspora ortodossa; l’autonomia e il modo di proclamarla; il sacramento del matrimonio e suoi impedimenti; l’importanza del digiuno e sua applicazione oggi; le relazioni della Chiesa ortodossa con il resto del mondo cristiano. Sono stati 21 i Concili ecumenici nella storia della Chiesa cattolica, le Chiese ortodosse hanno riconosciuto la validità dei primi sette, ma uno tutto loro non lo hanno mai fatto. L'ultimo a cui hanno partecipato è stato quello di Nicea nel 787” (A. Bobbio, famigliacristiana.it).
 
“È della massima rilevanza il fatto – conferma mons. Piero Coda, membro della Commissione Teologica Internazionale e della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa – che le Chiese dell’ortodossia possano riaffermare e promuovere la comunione tra loro come premessa e trampolino di lancio per un’accelerazione a ragion veduta del cammino di unità con la Chiesa cattolica”.
 
È importante anche da parte di noi cattolici dare risalto all’evento che le nostre Chiese sorelle ortodosse si apprestano a vivere. Come cristiani, non possiamo che accompagnare con simpatia e sostenere con la preghiera la celebrazione del Concilio pan-ortodosso, che potrà avere un effetto anche sul cammino verso l’unità fra credenti in Cristo.
 
Le divisioni fra cristiani sono state sempre uno scandalo che ha offuscato la rivelazione del vero volto di Cristo e l’annuncio del Vangelo, con conseguenze negative anche sulla convivenza tra i popoli. Oggi più che mai abbiamo bisogno del dono dell’unità. E’ auspicabile e benvenuto ogni cammino che porta alla stima reciproca, alla fratellanza, all’impegno comune di fronte alle gravi sfide attuali.
 
Abbiamo ancora davanti agli occhi le immagini del provvidenziale incontro fra Papa Francesco e il Patriarca russo Kirill, a Cuba; un incontro atteso da almeno 20 anni. Anche il recente viaggio del Papa nell’isola di Lesbo per incontrare i profughi è stato una commovente testimonianza di comunione fra Pastori di Chiese sorelle: accanto a lui c’erano il Patriarca ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli e il Patriarca della Chiesa ortodossa greca, Ieronymos. Sta a dire che di fronte alle più indicibili sofferenze umane le divisioni non hanno senso, devono crollare...
 
Questi eventi sono segnali fortissimi per tutti noi, un invito ad impegnarci a nostra volta, con fiducia e speranza, in quel dialogo spicciolo, non istituzionale, anche con i fratelli ortodossi che vivono e lavorano accanto a noi. Un dialogo che, più che di tante parole, è fatto di stima e di amicizia, di testimonianza autentica della nostra fede. Sì, abbiamo bisogno di scambiarci anche il dono della testimonianza da cui possa trasparire una fede che tocca la vita, una fede essenziale e scevra da tante incrostazioni che l’hanno appesantita nel corso dei secoli offuscando - dalle due parti - la bellezza del credere in Cristo.


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