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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

I Giovani di Lucrezia alla GMG di Cracovia

Il racconto non solo di un viaggio ma di una esperienza per la vita


I Giovani di Lucrezia alla GMG di Cracovia

Rientrati a casa dalla Giornata Mondiale della Gioventù, la GMG, dopo aver coperto gli oltre 1.300 chilometri che separano Cracovia da Lucrezia, è possibile ripensare con calma a questi stupendi giorni che il Signore ci ha donato.

Le giornate mondiali della gioventù, per chi non lo sapesse, hanno una doppia anima:
1) il gemellaggio: della durata di una settimana e che precede la GMG vera e propria, permette ai giovani pellegrini, ospitati dalle famiglie, di conoscere ed assaporare le abitudini, la cultura e le tradizioni del posto;
2) la GMG vera e propria: è il cuore del pellegrinaggio, settimana ricca di incontri testimonianze e catechesi, in cui si tocca con mano il vero spirito comunitario della fede cristiana, esperienza che culmina con la Veglia e la Messa celebrate dal Papa.

IL GEMELLAGGIO: RUDA SLASKA (19/07 - 25/07)

I ragazzi della diocesi di Fano hanno vissuto il gemellaggio nella città di Ruda Slaska, sud-ovest della Polonia, 120.000 abitanti, a circa un'oretta di autobus da Cracovia. Arrivati sul posto siamo stati suddivisi nelle varie parrocchie della città, per poi essere accolti dalle famiglie (in media ogni famiglia ha ospitato 2/3 giovani).
Le giornate vissute dai pellegrini (celebrazioni eucaristiche, uscite e feste) variavano a seconda della parrocchia ospitante, un'esperienza è stata però vissute da tutti: la visita ai campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. A differenza di tutti gli altri campi di concentramento per queste due realtà sarebbe più appropriato usare il termine "campi di sterminio": delle 1.300.000 persone deportate solo 400.000 furono imprigionate, le altre furono uccise nelle camere a gas subito dopo l'arrivo. Non ci sono parole per descrivere lo stato d'animo e il silenzio che si vivono calpestando questi luoghi.
La nostra GMG si è aperta così: sperimentando concretamente cosa comporti la totale assenza della misericordia e dall'amore di Dio nel cuore dell'uomo. I giorni seguenti sono trascorsi velocemente in compagnia delle famiglie ospitanti, le esperienze vissute sono state tante ed è impossibile concentrarle tutte in un solo scritto. È però importante sottolineare la gioia reciproca che abbiamo provato in quei giorni, e lo farò riportandovi due testimonianze, sperando che possano farvi percepire il significato che ha assunto il gemellaggio per ragazzi e famiglie ospitanti.

Riccardo: Prima d'ora non avevo mai sperimentato un'ospitalità così profonda come quella Polacca. Nel momento dei saluti mi sono sentito in difetto con la famiglia, potendo lasciare, a fronte di tutto quello che avevo ricevuto durante la settimana, un semplice "grazie".
La loro risposta mi ha spiazzato: "Siamo noi che vi dobbiamo ringraziare, insieme a voi è entrato Dio nelle nostre case". Questo mi ha fatto capire che nelle relazioni vissute in Cristo non esiste un Dare senza un Ricevere, un Ricevere senza un Dare.

Chiara: Il giorno dell'accoglienza nelle famiglie è stato incredibile! Avevano pensato a tutto, ma proprio a tutto, avevano persino preparato le principali frasi tradotte in Italiano per comunicare al meglio con noi. Tutto questo ancor prima di conoscerci, ancor prima di sapere chi avrebbero accolto nella loro casa!
In quel momento ho sperimentato in prima persona un passo del Vangelo che, forse, non avevo mai compreso fino in fondo: "Siete stati amati ancor prima di venire al mondo".

LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU': CRACOVIA (25/07 - 31/07)

Immagina 2 milioni di ragazzi, che cantano e ballano insieme, che condividono i pasti, che pregano insieme, a prescindere dall'età, dalla nazione di provenienza e dalla lingua parlata, con un'unica cose che gli accomuna: la fede. Immagina anche file interminabili per mangiare, mezzi pubblici strapieni, camminare sotto il sole cocente o la piaggia battente. Questa è l'immagine della GMG!
Noi giovani della diocesi di Fano abbiamo alloggiato a Sulkowice (cittadina a circa 30 chilometri da Cracovia). Qui, nelle mattinate di mercoledì giovedì e venerdì, si sono tenute tre catechesi: la prima con il Vescovo Trasarti, la seconda con il Cardinale Menichelli, la terza con il Cardinale Bagnasco. Nel pomeriggio ci si spostava poi a Cracovia, per vivere i principali momenti di preghiera: la messa di apertura, l'accoglienza del Papa e la Via Crucis.
Un momento particolare è stato il pellegrinaggio verso i santuari di San Giovanni Paolo II e di Santa Faustina, figure chiave delle fede Polacca e profondamente collegate con il messaggio di misericordia.

La settimana è culminata nel Campus Misericordiae, immensa spianata d'erba in cui si sono ritrovate tutte le persone partecipanti alla gmg, per vivere insieme la veglia di sabato notte e la Messa di domenica, presiedute da Papa Francesco.
Anche per questa seconda settimana è impossibile mettere per iscritto le emozioni e le esperienze vissute, ovviamente i due giorni conclusivi sono i momenti più forti di tutto il pellegrinaggio, per questo vi voglio qui riportare i messaggi principali che il Papa ha lasciato a noi giovani.
Costruttori di ponti e non costruttori di muri: in un mondo devastato dalle guerre la soluzione del muro, che isola il problema lasciandolo all'esterno, che chiude la porta alla misericordia, che non permette di vedere l'altro come nostro fratello è una NON soluzione. Dobbiamo invece essere costruttori di ponti, pronti a riconoscere nel problema dei nostri fratelli un nostro problema, pronti a soccorrere il bisognoso a prescindere da nazionalità o religione.
Questo non significa cancellare le rispettive culture, le rispettive nazionalità, ma esattamente il contrario. Solo riconoscendo ed accettando reciprocamente le nostre diversità si valorizzano le stesse.
La divano dipendenza: tante sono le dipendenze in cui rischiamo di cadere noi giovani, ma una, secondo Papa Francesco, è la più pericolosa oggigiorno: la divano dipendenza. Il divano come cura ai problemi, la tranquillità per sfuggire alla realtà esterna, confort personale come unica aspirazione di vita. Noi giovani non possiamo cadere in questa trappola, dobbiamo essere i primi attori che lottano per un cambiamento della società, per un suo miglioramento.

Dobbiamo credere fino in fondo in noi stessi, nei nostri sogni, nei nostri desideri, dobbiamo lottare e pregare per essi!

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Lucrezia alla GMG di Cracovia

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Lucrezia alla GMG di Cracovia

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Lucrezia alla GMG di Cracovia

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Lucrezia alla GMG di Cracovia

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