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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Educare all'amore corporeo

Dal Covolo: "Educazione sessuale nella scuola cattolica? Sì, se si usa l’Amoris Laetitia"


Educare allamore corporeo
Articolo di Redazione La Stampa
tratto dal sito Vaticanindiser.it del 06/2016

"Sì all'educazione sessuale nelle scuole cattoliche": lo afferma il rettore della Lateranense intervenendo a un convegno in un liceo messinese.

La scuola? Deve insegnare a vivere ed amare. E come testo di educazione sessuale può utilizzare l’Amoris Laetitia di Papa Francesco, l’Esortazione postsinodale pubblicate di recente. Parola di monsignor Enrico dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, oggi intervenuto presso il liceo Bisazza di Messina al convegno sul tema: “La Misericordia, volto di Dio”. Ospite del liceo messinese, assieme agli altri relatori (i professori Girolamo Cotroneo, emerito di Filosofia dell’Università di Messina, Giuseppe Cassaro, preside dell’Istituto teologico San Tommaso, mons. Eugenio Foti, corrispondente della Pontificia Accademia Mariana), monsignor dal Covolo ha impostato il dibattito sulla misericordia – tema peraltro di questo Giubileo straordinario indetto da Francesco – nel suo rapporto con la scuola.  

SCUOLA, PRIMO COMPITO: FORMARE ALLA VITA  

Citando il filosofo Edgar Morin ed il suo volume "Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione", dal Covolo ha ricordato che il primo compito della scuola è quello di insegnare a vivere e, in particolare, a vivere con gli altri. “Io ritengo, infatti, - ha chiosato dal Covolo – che una scuola sganciata dal mondo del lavoro è inadeguata al suo ruolo, ma una scuola sganciata dalla vita è dannosa e alienante”.
Ma, certo, in un Paese come l’Italia in cui da sempre la scuola è anche declinata come scuola cattolica, il Giubileo e il tema della Misericordia non possono non stimolare le riflessioni del Rettore Magnifico della PUL.  

AMORE? PRIMA DI TUTTO SOLIDARIETA’ “SUL CAMPO”  

Ecco allora che dal Covolo suggerisce due auguri per la scuola, e in particolare quella cattolica: “La prima. L’ alternanza scuola-lavoro si traduca anche in forme di alternanza scuola-solidarietà”. Una declinazione del tema della Misericordia sul campo, per dirla con dal Covolo che suggerisce la ricetta. Come? “Attraverso progetti concreti che mettano gli studenti in contatto con i volti di chi soffre i mali del corpo e dello spirito”. Insomma: “Parafrasando espressioni note di Papa Francesco vorrei dire: la scuola non guardi il mondo che soffre da un castello di vetro”. 

SESSO? C’E’ L’AMORIS LAETITIA  

La seconda ricetta? “La scuola accolga l’invito straordinario che il Papa ci ha rivolto con forza in Amoris Laetitia di educare all’amore”. La Misericordia non può che essere espressione dell’Amore, del resto. Ma dal Covolo fa un passo avanti, sempre nell’ambito dell’Esortazione postsinodale di Papa Francesco: “Dico sì dunque – afferma il Rettore della Lateranense - ad una educazione sessuale nelle scuole cattoliche che abbia Amoris Laetitia come libro di testo”. Alla luce anche del Concilio Vaticano II, che già negli anni ’60 – come ha ricordato proprio l’Amoris Laetitia – aveva suggerito un’educazione sessuale nelle scuole. Una sfida educativa complessa, ma tremendamente affascinante.



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