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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

E pace sia per tutti!

La comunione ai separati e risposati, l'ultima parola al Card. Coccopalmerio


E pace sia per tutti!

Articolo a cura di Alberto Bobbio
Tratto da famigliacristiana.org del 02/2017

In un libro, presentato in Sala stampa della Santa Sede e rilanciato sull'Osservatore Romano, il cardinale Francesco Coccopalmerio spiega che «in certi casi» l’aiuto della Chiesa per le coppie cosiddette “irregolari” a crescere nella grazia “potrebbe” anche voler dire ricevere «l’aiuto dei sacramenti». Senza mettere come obbligo assoluto e insuperabile l'astinenza dei rapporti sessuali. Un'interpretazione autorevole che supera dubbi e critiche formulate da vescovi e cardinali.

, viene dal cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, e spazza via le interpretazioni che negano qualsiasi accesso ai sacramenti, in qualunque forma, poiché ciò sarebbe contrario alla dottrina cattolica. Il cardinale ha spiegato tutto in un piccolo libro pubblicato dalla Libreria editrice Vaticana (Amoris Laetitia, euro 8) nel quale conferma il primato della coscienza personale e sottolinea che ciò che va rispettata è la dottrina cattolica sull’indissolubilità del matrimonio e non quella che prevede per accedere ai sacramenti di astenersi dai rapporti sessuali nella nuova coppia o addirittura l’invito a sciogliere la nuova unione, come si legge nel numero 84 della Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II.

Secondo Coccopalmerio i fedeli che si trovano in tali situazioni possono essere ammessi se «desiderano cambiare vita, ma non possono attuare il loro desiderio», in altre parole se «sono coscienti del loro peccato», ma non possono perché la decisione sulla rinuncia ai rapporti sessuali pregiudicherebbe la nuova unione, oppure uno scioglimento della nuova coppia pregiudicherebbe eventuali figli e così ad un male se ne aggiungerebbe un altro. Eppure ciò non è decisivo nel rispetto della dottrina dell’indissolubilità del matrimonio, cosa che invece avviene sulla base di un sincero pentimento. Insomma, il desiderio in coscienza di conversione è sufficiente, dopo il pentimento e la confessione, per accedere ai sacramenti. Il testo di Coccopalmerio è stato presentato alla Radio Vaticana dal teologo Maurizio Gronchi, docente alla Pontificia università Urbaniana e consultore della Congregazione della dottrina delle fede.

Il testo di Gronchi è stato pubblicato per intero dall’Osservatore Romano. Il teologo spiega che la prospettiva in base alla quale leggere l’intero capitolo 8 dell’Amoris Laetitia, dedicato alle unioni irregolari, è quella della «ricerca della pecora perduta da parte del pastore», cioè la logica della centesima pecora, «superando ogni forma di emarginazione». Il cardinale Coccopalmerio propone due domande: «Se il Papa non emargina chi sbaglia, non va questo atteggiamento a scapito della dottrina? Accogliendo il peccatore giustifico il comportamento e sconfesso la dottrina?». Gronchi dice che «la risposta dell’autore è decisamente negativa». La questione è ancora quella dell’opposizione tra dottrina e pastorale, questione antica che, spiega Gronchi, «non conosce alternative, ma soltanto l’armoniosa integrazione tra le due dimensioni».

E richiama una “raccomandazione” di Giovanni Paolo II ai confessori (inserita da Bergoglio nella nota 364 dell’Amoris Laetitia, ndr.) in cui Wojtyla chiedeva di tenere conto che «la prevedibilità di una nuova caduta non pregiudica l’autenticità del proposito». Il libro del cardinale Coccopalmerio è la risposta ai “dubia” dei quattro cardinali (Burke, Brandmueller, Caffarra e Meisner) sollevati sull’Amoris Laetitia, che sarebbe in contrasto con la dottrina cattolica? Il direttore della Lev, don Giuseppe Costa, lo ha negato, sottolineando tuttavia l’autorevolezza della voce di Coccopalmerio. E monsignor Gronchi ha spiegato che il contributo alla comprensione offerto dal libro è «importante»: «Con asciutta precisione e chiarezza essenziale, il canonista mostra che non sono necessarie acrobazie per cogliervi la novità pastorale nella continuità della tradizione dottrinale della Chiesa». E denuncia «l’acribia» con la quale viene commentato il testo del Papa.

Anche il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione della Dottrina della fede, in una recente intervista ad un settimanale cattolico molto critico nei confronti di Bergoglio ha spiegato che possibili aperture ai sacramenti ai divorziati risposati sono contrarie alla dottrina cattolica. La stessa cosa hanno fatto alcuni vescovi tra cui monsignor Ratko Peric, vescovo di Mostar, il quale con una circolare pubblicata sul sito della diocesi (Prot.1882/2016), spiega che «i cattolici sposati validamente che abbiano successivamente divorziato e si siano nuovamente sposati, non possono ricevere la santa Comunione fino a quando non avranno risolto la propria situazione in contraddizione con la Legge di Dio» e che l’assoluzione sacramentale «non può essere data a una persona che viva in una comunione matrimoniale irregolare o non sia sposata in chiesa».

La Conferenza episcopale tedesca, in una nota inviata nelle scorse settimane a tutte le parrocchie, ha spiegato invece che non vi è alcun automatismo e che l’accesso ai sacramenti va garantito in alcuni casi sulla base di una visione misericordiosa e comprensiva delle fragilità umane. Un’ipotesi di applicazione del capitolo 8 dell’Esortazione secondo linee pastorali che prevedono la possibilità di accesso ai sacramenti, dopo attento discernimento, anche ai chi si trova in situazione “irregolare”, è stato proposto in un lungo testo dai vescovi della regione di Buenos Aires. Papa Francesco, a cui il testo è stato mandato, lo ha definito «molto buono». Il carteggio è stato pubblicato sul sito del Sismografo http://ilsismografo.blogspot.it/2016/09/argentina-intercambio-de-cartas-sobre.html. Adesso appare il volumetto del cardinale Francesco Coccopalmerio per fare ancora più chiarezza e per evitare confusioni e dubbi sulle parole di papa Francesco.

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Card. Coccopalmerio



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