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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Disagio giovanile

Raddoppiati i ragazzi con sofferenze mentali


Disagio giovanile

Articolo a cura di Luciano Moia
Tratto da avvenire.it del 11/2016

In Italia aumenta il disagio psicologico di bambini e ragazzi ma i due terzi non possono ricevere le cure adeguate. Mancano strutture e risorse. La crescita del disagio è imponente se è vero che negli ultimi 5 anni sono aumentati del 45% i minori seguiti. In particolare, solo nell’ultimo anno, gli adolescenti che si sono rivolti ai pronto soccorso per problemi psichiatrici acuti sono cresciuti del 21%. Tante le ragioni: famiglie frammentate, abbandonate a se stesse, spezzate.

Crescente incapacità di educare alla gestione delle frustrazioni. «Oggi troppo spesso i problemi educativi travolgono le famiglie perché – spiega Antonella Costantino, presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia) – si tende a stigmatizzare allo stesso tempo emozioni e comportamenti. Invece i due aspetti vanno considerati insieme. Occorre comprendere e validare le emozioni, ma poi spiegare le strategie per gestirle».

Nell’appello inviato dalla Sinpia al ministero della Sanità e alla Conferenza delle Regioni si fa un lungo elenco delle patologie neuropsichiatriche che, in assenza di cure adeguate, possono compromettere lo sviluppo psicofisico dei minori (disabilità intellettive, paralisi cerebrali, disturbi della coordinazione motoria, disturbi specifici del linguaggio e dell’apprendimento, disturbi dello spettro autistico, da deficit di attenzione, del comportamenti alimentare e tanto altro ancora). Non si tratta di preoccupazioni irrilevanti. Le ricerche internazionali hanno sottolineato che oltre la metà dei disturbi psichiatrici in età adulta, affonda le radici nell’età evolutiva. E l’esplosione di tanti nuovi casi giovanili non può che determinare un innalzamento del livello di attenzione. «Sono aumentati i comportamenti dirompenti – scrivono gli esperti di neuropsichiatria – spesso resi esplosivi dal contemporaneo incremento dell’abuso occasionale di sostanze».

Stili di vita ad alto rischio che rendono ancora più difficile individuare le cause e proporre terapie efficaci. E inoltre «sono comparse nuove modalità con le quali si manifesta il disagio psichico, attraverso la dipendenza da internet, l’isolamento in casa, l’aggregazione in bande e in tante altre forme». In queste situazioni gli interventi risultano sempre di grande complessità perché richiedono strutture adeguate e buone normative. In Italia, secondo gli specialisti di neuropsichiatria, queste realtà non mancano, anche se le differenze tra regione e regione risultano molto marcate.

Da qui le richieste alle istituzioni. Da un lato sarebbe importante «un adeguato sistema di monitoraggio della salute neuropsichica dei bambini e degli adolescenti». Dall’altro si chiedono nuove risorse e una distribuzione più omogenea dei servizi di neuropsichiatria infantile su tutto il territorio nazionale. Sullo sfondo, anche se nell’appello non se ne fa cenno, l’allarme psicofarmaci rilanciato in questi giorni da alcuni specialisti. «Può darsi che si siano verificati degli abusi o anche errori di valutazione – ammette Antonella Costantino, che è anche responsabile dell’Unità di neuropsichiatria infantile del Policlinico di Milano – ma in Italia l’uso di questi farmaci è molto più basso rispetto ad altri Paesi, 20 volte inferiore per esempio rispetto agli Usa. Sul totale delle prescrizioni, gli psicofarmaci non superano il 5-6%.

Condivisibile la preoccupazione di evitare gli abusi, come del resto per tutti gli altri farmaci, ma in alcune situazioni risultano indispensabili. Nelle schizofrenie e nei disturbi bipolari, nelle depressioni gravi, difficile farne a meno».



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