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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Da noi, non di sabato, ma di venerdì

Iniziativa vincente della Lectio Giovani nella nostra parrocchia


Da noi, non di sabato, ma di venerdì

Nel quotidiano "La Gazzetta di Modena" qualche giorno fa è comparso il seguente articolo che riporta il successo di una iniziativa della diocesi di Modena.
Anche nel nostro piccolo mondo parrocchiale di Lucrezia stiamo sperimentando un crescente interesse dei giovani alla persona di Gesù e, facendo uso del metodo della Lectio divina, adattato al linguaggio e alle modalità di comprensione dei giovani, si radunano ogni venerdì sera decine e decine di giovani dai 18 ani in su.

Ecco l'articolo di Federico Covili del 21 novembre 2016:

Al sabato sera a Modena niente discoteca: si prega e si fa festa con il vescovo

Duecento ragazzi si ritrovano in San Giovanni Bosco per leggere il Vangelo e stare in compagnia Don Erio: «Mi hanno colpito le domande dei giovani su come farsi piccoli in questo mondo frenetico».

MODENA. Sono circa duecento, sono giovani, vengono un po’ da tutta la provincia di Modena e negli ultimi tre sabati si sono ritrovati per festeggiare insieme il sabato sera. Niente di strano o di eclatante. Se non fosse che questi duecento si ritrovano in una chiesa, quella di San Giovanni Bosco, per pregare e ascoltare riflessioni sul Vangelo guidate da un Vescovo.
Ed ecco che “Voi dunque pregate così”, iniziativa di Monsignor Castellucci e del Servizio di pastorale giovanile modenese, acquisisce subito un significato diverso. «L’idea di questa scuola di preghiera biblica - ci spiega don Erio, al termine della serata di sabato scorso - è nata durante la Giornata Mondiale della Gioventù dello scorso luglio, in pullman. Abbiamo pensato allo stile di preghiera che avevamo lì in Polonia e agli incontri che facevamo con i ragazzi e ci siamo detti che fare qualche ritrovo per imparare a pregare sul Vangelo poteva essere utile per tutti. Pensavamo che si sarebbero iscritte 20-25 persone. Poi quando arrivavano le adesioni ci siamo resi conto del numero che si configurava».
E così da una stanza della Cdr, si è passati alla chiesa di San Giovanni Bosco. Ma la formulazione è rimasta improntata sulla semplicità e sull’interazione, con i giovani che scrivevano domande a cui il Vescovo cercava di rispondere nei suoi interventi.
«Mi hanno colpito - continua don Erio - le domande dei ragazzi su come farsi piccoli in questo mondo così frenetico dove prevalgono sempre gli interessi personali. Domande vere che nascono da dentro e che non toccano i massimi sistemi».
Una vera scuola di preghiera e Vangelo nata, quasi per sfida, il sabato sera. «Abbiamo scelto il sabato sera - scherza il Vescovo - anche perché ci sembrava potesse essere un buon setaccio per far calare i partecipanti. Ma evidentemente non è bastato».
Ogni volta un’oretta di riflessione e preghiera. Poi le risposte di don Erio agli interrogativi dei giovani. «Dio non accetta con noi un rapporto clientelare - ha spiegato il Vescovo parlando della preghiera, tema di questi primi tre incontri -, non accetta condizioni, perché altrimenti ci dimenticheremmo della cosa più importante: siamo suoi figli. La nostra preghiera viene sempre esaudita, ma nel senso della Pasqua, nei tempi e nei modi che il Padre conosce per poterla esaudire pienamente. E noi non possiamo fare altro che fidarci, con umiltà».
Al termine delle serate momenti di fraternità tra i ragazzi, con castagne, vin brulè o cioccolata calda. «Sicuramente queste sono serate insolite per incontrarsi con gli amici - ci racconta Elena Orrea, 22 anni, di Modena -. Ma questa proposta non credo sia un’opposizione alle solite attività del sabato sera. È solo un sabato sera più bello, perché le chiacchiere e gli incontri, se c’è Gesù, hanno più gusto».

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Lectio Giovani



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