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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Servire


All'interno del vocabolario della propria vita ci sono alcuni verbi difficili da abitare: uno tra i tanti è il verbo servire, con tutti i suoi verbi simili e derivati.
Servire è una scelta, non solo rispetto a cosa fare - sarebbe troppo facile e a volte anche proprio comodo. Servire è mettere tutto se stessi di fronte a qualcosa o qualcuno che chiede attenzione, sostegno, aiuto... ma soprattutto relazione. Servire è il modo più umano per entrare il relazione con il mondo, con gli altri e più di ogni altra cosa con Dio.
Anche se molti hanno l'abitudine di pensare al verbo servire come a un verbo imperativo di risposta ai soli bisogni materiali, alle mancanze, alle necessità delle persone più povere e che, in diversi modi, a noi si rivolgono con la mano tesa verso la nostra abbondanza, alla fine non è così. Sarebbe troppo facile abitare questo verbo della fraternità.
All'interno del verbo servire ci sono invece una difficoltà e una opportunità ancora più grandi: non perdere di vista il valore della bellezza e, ad un secondo livello, cercare di aiutare la bellezza presente nelle altre persone ad espandersi in ogni dimensione della loro vita umana.
Servire, più difficilmente, ma anche in modo più entusiastico e gioioso, è mettere tutto se stessi a disposizione delle capacità e dei doni che le altre persone già possiedono dentro di loro, e di cui spesso smarriscono la memoria. Un servizio originalissimo, quello richiesto oggi all'interno dei vari cammini spirituali illuminati dal Vangelo, affinché le persone siano aiutate a credere molto di più nelle loro potenzialità interiori e a mettere a disposizione dei propri compagni di viaggio le ricchezze di cui sono custodi consapevoli.
Servire il bene presente nelle persone è un tipico verbo usato e spiegato molto bene da Gesù, il quale, una volta superata la zona buia incontrata nella vita di una persona, a quella persona egli propone di accettare un modo diverso di concepire la vita propria e degli altri, fino a chiedergli di giocarsi tutto per tutto al servizio dell'amore e della gioia dei figli di Dio.
Illuminato e colorato, così, dall'esperienza di Gesù, il verbo servire si riveste delle emozioni dell'amore e della gioia dei figli e dei fratelli del Vangelo del Signore.


LA PAROLA

«Tra i discepoli sorse una discussione per stabilire chi tra essi doveva essere considerato il più importante.

Ma Gesù disse loro: "I re comandano sui loro popoli e quelli che hanno il potere si fanno chiamare benefattori del popolo. Voi però non dovete agire così! Anzi, chi tra voi è il più importate diventi come il più piccolo; chi comanda diventi come quello che serve. Secondo voi, chi è più importante: chi siede a tavola oppure chi sta a servire? Quello che siede a tavola, non vi pare? Eppure io sto in mezzo a voi come un servo"».

 

[Lc 22,24-27]

IL TESTIMONE

«Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore».

 

[papa Francesco]



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