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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Celebrare la Comunità


Comunione di storie di vita e di fede, che si intrecciano ogni giorno tra loro, ciascuna piccola e sperduta Comunità cristiana è uno spaccato di cielo in terra. In essa hanno uguale diritto di accesso e di dimora tutti coloro che hanno incontrato e accolto Cristo nella loro storia personale.
Nel Vangelo ci viene spiegato come il cammino di Gesù di Nazareth si sia incrociato ogni giorno con quello di tanti uomini e di tante donne, tutti già inconsciamente aperti alle novità del regno di Dio.
È bastato tuttavia l'incontro, l'incrocio degli sguardi, l'abbraccio dei cuori per segnare l'inizio di una parabola di comunione tra Dio e l'umanità.
Ancora oggi questa parabola di comunione, nel segno dei Sacramenti che la Chiesa celebra in forma comunitaria, le persone sono accompagnate ad incontrare e a celebrare l'amore di Cristo nella loro vita.


LA PAROLA

«Ogni giorno, tutti insieme, frequentavano il Tempio. Spezzavano il pane nelle loro case e mangiavano con gioia e semplicità di cuore. Lodavano Dio ed erano ben visti da tutta la gente. Di giorno in giorno il Signore aggiungeva alla comunità quelli che egli salvava».

[At 2,46-48]

IL TESTIMONE

«Specialmente nel giorno del Signore ogni credente e ogni comunità apprezzi il dono inestimabile dell'Eucaristia; lo accolga come segreta energia di tutta la vita; lo rechi ai malati; lo trasfonda in opere di carità, in incontri di amicizia, in momenti di ristoro e di gioia; lo proponga al mondo d'oggi come messaggio di speranza e riconciliazione».

 

[Carlo Maria Martini]


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