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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Ascoltare la Comunità


L'originalità e la preziosità di una Comunità cristiana sta nella sua capacità di vivere momenti interni di ascolto e di comprensione reciproca.

Proprio perché sono diversi i modi di sognare, di pensare e di parlare del valore della comunione nella Chiesa, è necessario e fondamentale restare fedeli all'icona della Primitiva comunità cristiana, la quale non perdeva mai di vista la sua missione di testimoniare al mondo l'amore salvifico del Signore Gesù.

Avvalendosi di specifici gremi pastorali, nel consiglio e nel confronto reciproco, la Comunità parrocchiale ha modo di consultarsi al suo interno, per studiare come essere nel mondo un segno luminoso del Vangelo. Ecco perché consigliare nella Chiesa equivale a rispondere positivamente e creativamente ai progetti e ai disegni di Dio.


LA PAROLA

«Frequenta sempre qualcuno se sai che è un vero credente, che osserva i comandamenti e condivide il tuo modo di vedere: una persona simile, anche se tu cadi, partecipa alla tua sofferenza.
Segui quel che la tua coscienza ti dice, perché non ti tradisce mai; in certi casi ti avverte meglio di tante sentinelle che stanno in cima ai monti a controllare la situazione.
Ma soprattutto invoca Dio, l'Altissimo, perché guidi la tua vita sulla strada giusta».

 

[Sir 37,12-15]

IL TESTIMONE

«Non esiste nella Comunità cristiana decisione saggia, prudente, se precedentemente non c'è stato un processo di consiglio. Questo processo implica due cose: la capacità di ben consigliare, in coloro che sono chiamati a dare consiglio, e la docilità, in coloro che devono rendersi disponibili a quanto viene consigliato.
E la prudenza e la capacità di consigliare nella Chiesa sono proprie di tutti i cristiani. Così anche i nostri Consigli parrocchiali fanno appello a queste due capacità, per il bene dell'intera comunità ecclesiale».

 

[card. Carlo Maria Martini]


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