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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Voglio cantare al Signor


Voglio cantare al Signor
e dare gloria a lui
Voglio cantare
per sempre al Signor.
Voglio cantare al Signor
e dare gloria a lui
Voglio cantare
per sempre al Signor.

Cavallo e cavaliere
ha gettato nel mare,
egli è il mio Dio
e lo voglio esaltare
Chi è come te, lassù nei cieli,
o Signor?
Chi è come te, lassù,
maestoso in santità?

La destra del Signore
ha annientato il nemico
Le sue schiere
ha riversato in fondo al mare
Sull’asciutto tutto
il suo popolo passò
Con timpani e con danze
il Signore si esaltò.

Con la Tua potenza
Israele hai salvato
Per la Tua promessa
una terra gli hai dato.
Per i suoi prodigi
al Signore canterò,
con un canto nuovo
il suo nome esalterò.

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Autore
RnS
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