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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Vieni dal Libano


Vieni dal Libano mia sposa,
vieni dal Libano, vieni,
avrai per corona le vette dei monti,
le alte cime dell'Hermon.
Tu m'hai ferito, ferito il cuore
o sorella, mia sposa.
Vieni dal Libano mia sposa,
vieni dal Libano, vieni.

Cercai l'amore dell'anima mia,
lo cercai senza trovarlo.
Trovai l'amore dell'anima mia
l'ho abbracciato,
non lo lascerò mai.

Come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul braccio
ch’è l'amore è forte come la morte
e l’acque non lo spegneranno.
Dare per esso tutti i beni della casa
sarebbe disprezzarlo.
Come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul braccio.

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