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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Venite alla festa


Oggi si prepara un banchetto
nella casa del re.
Il figlio suo si sposa
e questa festa deve essere
la più grande che si è fatta mai.
Tutto è pronto già da tempo,
i vitelli grassi e il vino
arrivati da lontano;
anche i servi son partiti
per chiamare alla festa
gli amici del re.

Venite alla festa (3v.)

Scende ormai la sera nella casa
ancora vuota del re.
Gli amici han rifiutato,
al banchetto non verranno,
ma la festa oggi si farà.
Dalle strade e dalle piazze
e dai campi più lontani
arriveranno gli invitati,
e saranno ciechi e zoppi
che dai servi hanno sentito
l’invito del re.

Venite alla festa (3v.)

Voi che dalla vita
non avete avuto niente e siete soli.
Venite alla festa.
Voi che avete fame di giustizia
e soffrite nel silenzio.
Venite alla festa.
Tutti voi che siete umiliati
e disprezzati dalla gente.
Venite alla festa...

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Autore
Gen Rosso
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