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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Tu nella notte triste


Tu, nella notte triste
dell'uomo che tradisce,
Signore, morirai?
Nel pane della cena,
memoria dell'Agnello,
tu vivo resterai con noi.

Tu, nel silenzio vile
dell'uomo che rinnega,
Signore, griderai?
Al mondo che condanna
tu, sazio di dolore,
tacendo t'offrirai per noi.

Tu, dall’ingiusta croce
dell’uomo che uccide,
Signore, scenderai?
Nell’ora che redime,
mistero dell’amore,
Tu santo morirai per noi.

Tu, dalla tomba muta
dell'uomo che dispera,
Signore, tornerai?
Immerso nella morte,
prepari la vittoria
del giorno nuovo che verrà.

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