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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

E sono solo un uomo


Io lo so Signore
che vengo da lontano
prima nel pensiero
e poi nella tua mano
io mi rendo conto
che Tu sei la mia vita
e non mi sembra vero
di pregarti così.
Padre d'ogni uomo
e non t'ho visto mai
Spirito di vita e nacqui da una donna
Figlio mio fratello
e sono solo un uomo
eppure io capisco che Tu sei Verità.

E imparerò a guardare
tutto il mondo
con gli occhi trasparenti
di un bambino
e insegnerò a chiamarti
Padre nostro
ad ogni figlio che diventa uomo (2v.).

Io lo so Signore che Tu mi sei vicino
Luce alla mia mente
Guida al mio cammino
mano che sorregge,
sguardo che perdona
e non mi sembra vero
che Tu esista così.
Dove nasce amore Tu sei la Sorgente
dove c'è una croce Tu sei la Speranza
dove il tempo ha fine
Tu sei vita eterna
e so che posso sempre
contare su di Te.

E accoglierò la vita
come un dono
e avrò il coraggio
di morire anch'io
e incontro a Te verrò
col mio fratello
che non si sente amato
da nessuno (2v.).

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Autore
Sequeri
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