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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Signore raccogli i tuoi figli


Signore, raccogli i tuoi figli,
nella Chiesa i dispersi raduna.

Come il grano nell’Ostia si fonde
e diventa un solo Pane;
come l’uva nel torchio si preme
per un unico vino.

Come in tutte le nostre famiglie
ci unisce l’amore
e i fratelli si trovano insieme
ad un’unica mensa.

Come passa la linfa vitale
dalla vite nei tralci,
come l’albero stende nel sole
i festosi suoi rami.

Signore, quel fuoco di Amore
che venisti a portare,
nel Tuo Nome divampi ed accenda
nella Chiesa i fratelli.

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