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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Il seme


Il Signore ha messo un seme
nella terra del mio giardino,
il Signore ha messo un seme
nel profondo del mio mattino.
Io appena me ne sono accorto
sono sceso dal mio balcone,
e volevo guardarci dentro
e volevo vedere il seme.

Il Signore ha messo un seme
nella terra del mio giardino
il Signore ha messo un seme
all’inizio del mio cammino.
Io vorrei che fiorisse il seme
io vorrei che nascesse il fiore,
Ma il tempo del germoglio
lo conosce il mio Signore!

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