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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

L'anima mia ha sete del Dio vivente


L'anima mia ha sete del Dio vivente:
quando vedrò il suo volto?

1. Come una cerva anela
ai corsi delle acque,
così la mia anima anela
a te, o Dio.

2. La mia anima ha sete di Dio,
del Dio vivente.
Quando verrò e vedrò
il volto di Dio?

3. Le lacrime sono il mio pane,
di giorno e di notte,
mentre dicono a me tutto il giorno:
"Dov'è il tuo Dio?"

4. Questo io ricordo e rivivo
nell'anima mia:
procedevo in uno splendido corteo
verso la casa di Dio.

5. Perché ti abbatti, anima mia,
e ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora lo esalterò,
mia salvezza e mio Dio.

6. Sia gloria al Padre, al Figlio,
allo Spirito Santo:
a chi era, è e sarà
nei secoli il Signore.

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Autore
V. Bellone
Momenti liturgici
Ingresso - Salmo - Offertorio - Finale
Tempi liturgici
Tempo ordinario - Quaresima