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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Se non ritornerete


Se non ritornerete come bambini,
non entrerete mai! (2 v.)

1. La mia porta sarà chiusa
per il ricco e per il forte,
per tutti quelli che non hanno amato,
per chi ha giocato con la morte,
per gli uomini per bene,
per chi cerca la sua gloria,
per tutti quelli che hanno amato,
per i grandi della storia.

2. Non c'è posto per quell'uomo
che non vende la sua casa
per acquistare il campo
dove ho nascosto il mio tesoro.
Ma per tutti gli affamati,
gli assetati di giustizia,
ho spalancato le mie porte,
ho preparato la mia gioia.

3. Per chi fu perseguitato,
per chi ha pianto nella notte,
per tutti quelli che hanno amato,
per chi ha perduto la sua vita;
la mia casa è stata aperta,
la mia tavola imbandita,
per tutti quelli che hanno amato,
per chi ha perduto la sua vita.

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Autore
C. Chieffo
Momenti liturgici
Comunione
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Tempo ordinario