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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Scusa Signore


Scusa, Signore, se bussiamo
alle porte del tuo cuore: siamo noi.
Scusa, Signore, se chiediamo
mendicanti dell'amore,
un ristoro da te.

Così la foglia
quando è stanca cade giù,
ma poi la terra
ha una vita sempre in più,
Così la gente
quando è stanca vuole te.
E tu, Signore,
hai una vita sempre in più,
sempre in più.

Scusa, Signore, se entriamo
nella reggia della luce: siamo noi.
Scusa, Signore, se sediamo
alla mensa del tuo corpo
per saziarci di te.

Scusa, Signore, quando usciamo
dalla strada del tuo amore: siamo noi.
Scusa, Signore, se ci vedi
solo all'ora del perdono
ritornare da te.

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Autore
R. Biagioli, A. Aliscioni
Momenti liturgici
Atto penitenziale - Comunione - Ringraziamento
Tempi liturgici
Tempo ordinario - Quaresima