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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Salmo 121


Quale gioia nel sentirmi dire:
“Ce ne andremo alla casa del Signore”.
Ed ora i nostri piedi
si fermano alle tue porte, o Gerusalemme.

Gerusalemme, costruita come una città,
dove tutto è bene unito e compatto.
A te scendono tutte le tribù,
tutte le tribù del Signore.

Salgono nella legge di Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide.

Per amore della casa del Signore
io grido: “Sia pace e gioia a te,
sia gloria per Gerusalemme,
sia pace sulle sue porte,
sia gioia fra le sue mura!”

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Autore
Comunità Gesù Risorto