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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Rallegrati, Gerusalemme


Rallegrati, Gerusalemme:
accogli i tuoi figli nelle tue mura!

1. Esultai quando mi dissero:
“Andiamo alla casa del Signore!”
E ora stanno i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

2. Gerusalemme, riedificata come città,
ricostruita compatta!
Là sono salite le tribù,
le tribù del Signore.

3. A lodare il nome del Signore
- è precetto in Israele -.
Là sono i troni del giudizio
per la casa di Davide.

4. Chiedete pace per Gerusalemme:
sia sicuro chi ti ama,
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi baluardi.

5. Per amore dei fratelli e dei vicini
io dirò: “In te sia pace!”.
Per la casa del Signore, nostro Dio,
io cerco il tuo bene.

6. Sia gloria al Padre, al Figlio,
allo Spirito Santo:
a chi era, è, e sarà
nei secoli il Signore.

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