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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Quando busserò


1. Quando busserò alla tua porta
avrò fatto tanta strada,
avrò piedi stanchi e nudi,
avrò mani bianche e pure. (2 v.)
(2ª volta)… o mio Signore!

2. Quando busserò alla tua porta
avrò frutti da portare,
avrò ceste di dolore,
avrò grappoli d’amore. (2 v.)
(2ª volta)… o mio Signore!

3. Quando busserò alla tua porta
avrò amato tanta gente,
avrò amici da ritrovare,
e nemici per cui pregare. (2 v.)
(2ª volta)… o mio Signore!

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Autore
M. Giombini
Momenti liturgici
Atto penitenziale - Offertorio
Tempi liturgici
Tempo ordinario