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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Dal profondo


Dal profondo a Te grido, o Signore,
dammi ascolto mio Dio,
porgi attenti gli orecchi
al mio supplice grido, o Signore.

Se le colpe ricordi, Signore:
chi potrà starti dinanzi;
ma presso Te si trova il perdono,
perché a Te si ritorni.

Io confido Signore in Te,
io spero nella Tua parola,
così T’attende l’anima mia
più che le sentinelle l’alba.

Israele attende il Signore
da Lui la misericordia.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.

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