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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Prendi la mia vita


Prendi la mia vita prendila Signor
e la tua fiamma bruci nel mio cuor
tutto l'esser mio vibri per te,
sii mio Signore e divino Re.

Fonte di vita di pace e amor.
A te io grido la notte e il di’
Sii mio sostegno, guidami tu
Dammi la vita
Tu il mio solo ben.

Dall'infido male guardami Signor
vieni mia gioia e compitor di fe'.
Se la notte nera vela gli occhi miei
sii la mia stella, splendi innanzi a me.

Ecco l'aurora del nuovo dì il cielo
splende di un più bel sol
Cristo s’avvicina, perché soffrir
alziamo il capo, il Signore è qui.

Quando Signore giunto sarò
nella tua gloria risplenderò
insieme ai santi, puri di cuor
per non lasciarti, eterno amor.

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Autore
RnS
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