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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Oltre la memoria


Oltre la memoria del tempo
che ho vissuto,
oltre la speranza che serve
al mio domani,
oltre il desiderio di vivere il presente,
anch'io, confesso,
ho chiesto che cosa è verità.
E tu come un desiderio
che non ha memorie, Padre buono,
come una speranza che non ha confini,
come un tempo eterno sei per me.

Io so quanto amore chiede
questa lunga attesa
del tuo giorno, Dio;
luce in ogni cosa
io non vedo ancora:
ma la tua parola
mi rischiarerà!

Quando le parole
non bastano all'amore,
quando il mio fratello
domanda più del pane,
quando l'illusione promette
un mondo nuovo,
anch'io rimango incerto
nel mezzo del cammino.
E tu Figlio tanto amato,
verità dell'uomo, mio Signore,
come la promessa di un perdono eterno,
libertà infinita sei per me.

Chiedo alla mia mente
coraggio di cercare,
chiedo alle mie mani
la forza di donare,
chiedo al cuore incerto
passione per la vita,
e chiedo a te fratello
di credere con me.
E tu, forza della vita,
Spirito d'amore, dolce Iddio,
grembo d'ogni cosa,
tenerezza immensa,
verità del mondo sei per me.

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