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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Non vi chiamerò più servi


Non vi chiamerò più servi: amici!
Entrerete con me nella vita.

1. Benedirò il Signore in ogni tempo,
sempre avrò sul labbro la sua lode.
Nel Signore si sazia la mia anima:
l'umile ascolti e si rallegri.

2. Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho invocato il Signore: mi ha risposto,
mi libera da tutte le angosce.

3. Beato l'uomo che in Dio si rifugia:
egli ascolta il povero che grida.
Venite, figli, ascoltatemi:
vi insegnerò l'amore del Signore.

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