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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

È nato il Salvatore


1. È nato il Salvatore, Dio ce lo donò.
È nato da Maria, ella ce lo portò.
Egli è nato in mezzo a noi:
Gesù, Signore nostro, noi crederemo in te.

2. Appare nella notte la nostra povertà.
Appare, ed è un bambino, uomo che soffrirà.
Un bambino in mezzo a noi:
Gesù, fratello nostro, noi spereremo in te.

3. Angeli del tuo cielo cantano gloria a te,
cantano “Pace in terra” per chi ti accoglie in sé.
Ti accogliamo in mezzo a noi:
Gesù, che vivi in cielo, fa’ che viviamo in te.

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