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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Le tue mani


Le tue mani son piene di fiori
dove li portavi, fratello mio?
Li portavo alla tomba di Cristo
ma l'ho trovata vuota, sorella mia.

Alleluia (4 v.)

I tuoi occhi riflettono gioia
dimmi cosa hai visto, fratello mio?
Ho veduto morire la morte
Ecco cosa ho visto, sorella mia.

Hai portato una mano all'orecchio
dimmi cosa ascolti, fratello mio?
Sento squilli di trombe lontane
Sento cori d'angeli, sorella mia.

Stai cantando un'allegra canzone
dimmi perché canti, fratello mio?
Perché so che la vita non muore,
ecco perché canto, fratello mio.

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