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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Lungo quella strada


Lungo quella strada parlavano di lui.
Dove andate amici,
posso anch’io venir con voi?
Ma cosa c’è voi siete tristi!
Che cosa vi addolora?
Il vostro cuore è triste amici!

Tu proprio non sai,
hanno ucciso il Signore!
Tutti speravamo,
la fiducia era con noi.
Ma ormai è morto, l’hanno ucciso,
da tre giorni è nel sepolcro.
Ormai è morto il Signore.

Resta qui con noi,
perché ormai scende la sera.
No, non te ne andare,
resta ancora un po' con noi!
Ormai la sera sta per venire.
Signore, resta con noi,
resta con noi, con noi, Signore.

Allo spezzar del pane
hanno visto Gesù Signore.
“Gioia ci ardeva in cuore
quando Lui parlava a noi”.
L’uomo non sa che cosa fare
se Lui non l’accompagna
lungo la strada della vita.

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