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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

La tua croce


Signore, quante volte ti ho crocifisso,
ti ho inchiodato
col mio vivere da ingrato,
Signore, quante volte ti ho rinnegato,
venduto a due soldi ridendoci su.

Ma tu mi hai amato,
mi hai rispettato,
hai atteso da me
un frutto d’amore
Ma tu mi hai amato,
mi hai rispettato,
hai atteso da me
un frutto d’amor.

Signore, quante volte ti ho rifiutato
allontanando il fratello
che veniva a me.
Signore, quante volte ti ho offerto
l’aceto in cambio del Tuo Corpo
che offrivi a me.

Signore, quante volte ti ho giudicato
guardando il male
che era intorno a me.
Signore, quante volte
ho gridato “Barabba!”,
creando il vuoto intorno a me.
Ma tu mi hai amato,
mi hai perdonato,
ed ora, Signore
rimani con me.

Ma tu mi hai amato,
mi hai perdonato,
ed ora, Signore
rimani con me.

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