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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

La gioia


Ascolta,
il rumore delle onde del mare
ed il canto notturno
dei mille pensieri dell'umanità,
che riposa
dopo il traffico di questo giorno,
e di sera s'incanta davanti al
tramonto che il sole le dà.

Respira,
e da un soffio di vento raccogli
il profumo dei fiori che non hanno
chiesto che un po' d'umiltà.
E se vuoi, puoi cantare
e cantare che hai voglia di dare,
tu saprai che ancora nel cuore
può esister la felicità.

Perché lo vuoi, perché tu puoi
riconquistare un sorriso,
e puoi cantare e puoi gridare
perché ti han detto bugie;
ti han raccontato
che l'hanno uccisa,
che han calpestato la gioia,
perché la gioia, perché la gioia,
perché la gioia é con te!
E magari fosse un attimo,
vivila ti prego,
e magari a denti stretti,
non farla morire,
anche immersa nel frastuono
tu falla sentire:
hai bisogno di gioia come me.
La, la, la, la...

Ancora,
é già tardi ma rimani ancora
a gustare ancora per poco
quest'aria scoperta stasera;
e domani ritorna
fra la gente che cerca e che spera,
tu saprai che nascosta nel cuore
può esister la felicità.

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