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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Il figliol prodigo


Lasciai un giorno il mio pastore
avevo soldi e tanti sogni da comprare
ed una sera il cuore mio ha chiesto amore
ed ho scoperto che l’amore non si vende.
Così ho corso forte per la via
e nell’affanno son caduto
ed ho gridato al mondo intero che cercavo amore…
ma l’amore non c’è!
E stanco e solo son rimasto qui.

Ti prego abbracciami Gesù!
C’è troppo freddo senza Te!
E in questo mondo di tempesta,
puoi salvarmi solo Tu!
E questo ghiaccio che ho nel cuore,
puoi scioglierlo solo Tu!
Riscaldami Gesù!
Ti prego abbracciami Gesù,
io non ti lascerò mai più!
E nella barca della vita,
adesso ci sei Tu…
Se il vento soffia così forte,
lascio che mi guidi Tu!
E come posso naufragare…
se al timone ci sei Tu!

Lasciai un giorno il mio pastore
avevo soldi e tanti sogni da comprare
ed una sera il cuore mio ha chiesto amore
ed ho scoperto che l’amore non si vende.
Gesù, io son venuto qui da Te,
perché c’è un grande vuoto, dentro di me.
Io come il figliol prodigo volevo far tutto da solo.
Ma poi ho perso tutto quanto e…
a mani vuote torno a Te Gesù!
Accettami così!

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Autore
RnS
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